Assegno unico figli 2021: a chi spetta/ Requisiti e ammontare, compatibilità con RdC

- Emanuela Longo

Assegno unico figli 2021: a chi spetta, ecco quali sono i requisiti, ammontare beneficio e calcolo. Piena compatibilità anche con Reddito di Cittadinanza

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(Pixabay)

Interessante novità in ambito familiare: in arrivo l’assegno unico e universale per ogni figlio a carico per figli fino a 21 anni di età. La nuova misura trova spazio nella Gazzetta Ufficiale n.82 del 6 aprile 2021. In merito all’ammontare dell’assegno, stando a quanto previsto dal comma 1 – spiega OrizzonteScuola – è stabilito in base alla condizione economica del nucleo familiare individuata attraverso l’ISEE e tenendo conto anche dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore del reddito facente parte del nucleo familiare. L’assegno, inoltre, è perfettamente compatibile con la eventuale fruizione del Reddito di Cittadinanza.

In cosa consiste l’assegno unico figli 2021? Si tratta di un assegno mensile per ciascun figlio minorenne a carico che decorre a partire dal settimo mese di gravidanza. L’importo è maggiorato per i figli successivi al secondo. L’assegno mensile sarà di importo inferiore a quello riconosciuto per i minorenni per ciascun maggiorenne a carico e fino al 21esimo anno di età con la possibilità per il ragazzo di ricevere direttamente su sua richiesta l’importo per una maggiore autonomia. In questo caso il beneficio sarà concesso solo se il figlio maggiorenne frequenta un percorso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, un tirocinio o una attività lavorativa limitata ma anche se figura come disoccupato o svolga servizio civile.

ASSEGNO UNICO FIGLI 2021: A CHI SPETTA, ECCO I REQUISITI

A chi spetta l’assegno unico e universale per ogni figlio a carico 2021? Vediamo subito quali sono i requisiti ufficiali resi noti in Gazzetta Ufficiale. Oltre ad essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Ue o in possesso di regolare diritto di soggiorno, deve essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia, residente e domiciliato con i figli a carico in Italia per tutto il periodo del ricevimento del beneficio ed essere (o essere stato) residente in Italia per almeno due anni – anche non continuativi – oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno due anni. In merito all’importo, come spiega Tiscali.it, questo può andare da un minimo di 80 euro ad un massimo di 250 euro. In merito alla presentazione della domanda, sarà una circolare Inps a specificare nel dettaglio tutto ciò che occorre sapere.



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