Assegno unico figli 2021, cos’è e come funziona/ A chi spetta, importo e pagamento

- Silvana Palazzo

Assegno unico figli 2021, cos’è e come funziona il provvedimento in vigore dal 1° luglio: a chi spetta e i requisiti, importo e come si calcola, il pagamento in due modi

Maestra sgrida alunni
(LaPresse)

L’assegno unico è legge: c’è il via libera del Senato. Il provvedimento entrerà in vigore dal primo luglio. Ora però si apre il dibattito sulle risorse disponibili, visto che attualmente sono di 20 miliardi. Questo vuol dire che in media ad ogni famiglia andrebbero 161 euro. Inoltre, da una prima simulazione fatta da Repubblica emerge che 1,35 milioni di famiglie di lavoratori dipendenti ci rimetterebbero 381 euro all’anno rispetto ad oggi. Ma come funziona? L’assegno unico spetta a tutte le famiglie che hanno un figlio fino a 21 anni a carico. Avrà un valore massimo di 250 euro, ma la somma è composta da una parte fissa ed una variabile, legata al reddito complessivo della famiglia. Spetta a lavoratori dipendenti, autonomi o incapienti, ma possono farne richiesta tutte le mamme dal settimo mese di gravidanza. Quando i figli raggiungono i 18 anni di età, una somma ridotta potrebbe essere accreditata direttamente al figlio se è iscritto all’università, è un tirocinante, è iscritto ad un corso professionale, svolge servizio civile o un lavoro a basso reddito.

ASSEGNO UNICO MAGGIORATO PER FIGLI DISABILI

L’assegno unico è rivolto a tutti i cittadini italiani e a quelli dell’Ue o extracomunitari con permesso di soggiorno di lungo periodo, lavoro o ricerca, residenti in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, con figli a carico. L’assegno, che può essere riconosciuto anche sotto forma di credito di imposta, è riconosciuto ad entrambi i genitori, tra cui viene ripartito in egual misura, o a chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di separazione o divorzio, viene erogato al genitore affidatario, ma se l’affidamento è congiunto o condiviso, è comunque ripartito tra i genitori. Per quanto riguarda il limite di età, è bene specificare che dai 18 ai 21 anni l’assegno unico è ridotto ed è vincolato alle condizioni sopracitate. L’assegno unico è maggiorato per ogni figlio con disabilità fino a 21 anni di età per un’aliquota compresa tra il 30% e il 50%, graduata secondo la classificazione della disabilità. Inoltre, è riconosciuto anche ai figli disabili oltre 21 anni senza però alcuna maggiorazione.

ASSEGNO UNICO FIGLI, IMPORTO E PAGAMENTO

Come si calcola l’importo dell’assegno unico? È calcolato in base alla condizione economica della famiglia, individuata tramite Isee, tenendo conto dell’età dei figli a carico e dei possibili effetti di disincentivo al lavoro per il secondo percettore di reddito nel nucleo familiare. Aumenta per i figli disabili, ma anche dal terzo figlio in poi e se la madre ha meno di 21 anni. La parte variabile viene quindi calcolata in base al numero dei figli presenti in famiglia, la loro età e il coefficiente Isee. L’assegno unico, liquidato come credito di imposta o erogazione mensile di una somma in denaro, è cumulabile col reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza, quindi verrebbe corrisposto congiuntamente. Inoltre, è compatibile anche con eventuali misure in denaro a favore dei figli a carico erogate da Regioni, province autonome ed enti locali.



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