Attentato Ercolano: morti e feriti, ma è esercitazione/ Macchina soccorsi sotto esame

- Silvana Palazzo

Attentato a Ercolano: 2 morti e 18 feriti, ma è una esercitazione della Croce Rossa. La macchina dei soccorsi sotto esame con questa prova

ercolano wikipedia
Ercolano (Wikipedia)
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Attentato nel Parco archeologico di Ercolano: due morti e 18 feriti. Ma è solo un’esercitazione. L’ha organizzata la Croce Rossa Italiana nell’ambito del programma EmerCampania 2019, che prevede circa 34 scenari di situazioni di emergenza. Nel sito di Ercolano, patrimonio Unesco, tutto è cominciato alle 10.17, secondo quanto riportato da Il Mattino. Secondo la simulazione, due terroristi, poi scappati via, hanno appiccato il fuoco a bombe (in realtà erano fumogeni) facendo vittime sulla Terrazza di Marco Nonio Balbo, nei Fornici, nella Casa dell’Albergo e su viale Maiuri. Tra le antiche rovine si contano 18 feriti e due morti. Il fumo si è alzato dopo l’esplosione dei due ordigni. Sul selciato morti e feriti, per la gran parte in codice rosso. La macchina dei soccorsi – composta da medici, Croce Rossa, vigili del fuoco e Protezione civile – cerca di farsi largo nelle strade di Ercolano tra lo stupore dei turisti. Uno scenario di guerra, ma per fortuna legato alla simulazione di un attentato terroristico.

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ATTENTATO ERCOLANO: 2 MORTI E 18 FERITI, MA È ESERCITAZIONE

I soccorsi del personale della Croce Rossa sono stati immediati: si sono subito adoperati per bloccare la fuoriuscita di sangue ai feriti e poi per il trasporto nel posto medico allestito vicino alla biglietteria. Per le due vittime invece non c’è stato nulla da fare: sono morte sul colpo. Questo lo scenario dell’esercitazione, a cui molti turisti hanno assistito. In gran parte si sono divertiti, perché preparati dalle guida e dalla campagna informativa del comitato locale della Croce Rossa di Ercolano. Ma c’è poco da ridere: in questi casi la preparazione della macchina dei soccorsi è fondamentale per farsi trovare pronti in eventuali situazioni di necessità. Alle 12.45 comunque l’attività di simulazione è terminata. «Provare una evacuazione in un centro archeologico può essere anche un modello per tutti i siti che abbiamo in Italia e farlo tra un pubblico che partecipa, credo, sia un buon risultato», ha dichiarato Alessandro Brunialti, delegato nazionale di Protezione civile della Cri, a Il Mattino.

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