AUGURI BUONA FESTA DELLA REPUBBLICA/ 2 giugno: Google lo celebra così

- Dario D'Angelo

2 giugno, auguri Festa della Repubblica: frasi, storia, citazioni. Da Sandro Pertini a Pietro Nenni. Lo sguardo al referendum 1946 che cambiò l’Italia.

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Foto Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale/LaPresse 02-06-2018 Roma - Italia Politica Festa della Repubblica Italiana a Roma - Il passaggio delle Frecce Tricolori in occasione della deposizione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di una corona d'alloro sul Milite Ignoto, oggi 2 giugno 2018. (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica) DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE

Anche Google ha deciso di fare a modo suo gli auguri di buona festa della Repubblica per questo 2 giugno 2019. Sulla homepage del noto motore di ricerca campeggia, in Italia, la bandiera tricolore, proprio per omaggiare la festa che celebra la nostra Repubblica. Come era lecito aspettarsi dunque il Doodle di oggi è appunto dedicato alla festa della Repubblica. Una celebrazione sobria perché non porta a nessun effetto speciale o giochino che di solito è protagonista proprio su google. La bandiera è posta su un fondo fatto di nuvole e cielo e sventola con una leggera animazione. La scritta Google poi si staglia su di un bannerino verde, con una scritta bianca. La scelta ovviamente è quella di rispettare il tricolore, senza ovviamente obbligarlo a vivere circondato da strane situazioni, come appunto giochini o video animati, che potrebbero eventualmente portare anche a qualche polemica. (agg. di Matteo Fantozzi)

L’IRONIA DI ROBERTO GERVASO

Il 2 giugno si ripropone l’ansia da auguri: come augurare buona festa della Repubblica ad una persona che ci sta particolarmente a cuore e che sentiamo senta particolarmente questa ricorrenza? In nostro soccorso giungono i tanto vituperati politici. Una delle frasi più indicate per l’occasione sembra essere quella di Giovanni Leone, l’ex Presidente della Repubblica che si rese protagonista di questo pensiero:”Quando il 2 giugno 1946 nacque la Repubblica, tutti avemmo la consapevolezza che conservare integri nel tempo gli ideali cui essa si ispirava, avrebbe comportato momenti di duro impegno ed anche grandi sacrifici”. Difficile dargli torto. Se invece volete qualcosa di meno istituzionale ma di sicuro effetto comico allora puntate su Roberto Gervaso:”L’Italia: una Repubblica moribonda, ma ancora piena di risorse suicide”. (agg. di Dario D’Angelo)

2 GIUGNO, LE PAROLE DI PERTINI

2 giugno, Festa della Repubblica, che per molti si traduce nell’opportunità di fare gli auguri ai propri amici, parenti e colleghi di lavoro. Certo il calendario, essendo quest’anno la ricorrenza capitata di domenica, non dà la possibilità di “guadagnare” un giorno di vacanza, ma si spera che su tutto il resto prevalga la volontà di fare degli auguri diciamo così “patriottici”. Il suggerimento è allora quello di ricorrere alle parole usate da alcuni dei più grandi statisti della nostra storia repubblicana. Pensiamo ad esempio ad uno dei presidenti della Repubblica più amati, se non il più amato, come Sandro Pertini, che in un’occasione ricordò come:”Dietro ogni articolo della Carta Costituzionale stanno centinaia di giovani morti nella Resistenza. Quindi la Repubblica è una conquista nostra e dobbiamo difenderla, costi quel che costi”. Se invece cercate qualcosa di più sintetico il consiglio è quello di scegliere le parole di Pietro Nenni:”O la Repubblica o il caos”.

2 GIUGNO, AUGURI FESTA DELLA REPUBBLICA

Fare gli auguri per la Festa della Repubblica è corretto, però bisogna essere consapevoli del perché questa ricorrenza viene celebrata proprio il 2 giugno. In questo articolo abbiamo ricordato come il 2 giugno sia il giorno in cui si è svolto il referendum popolare in cui gli italiani votarono a favore della Repubblica abolendo la monarchia. Un passaggio storico, caratterizzato anche dal fatto che quella consultazione fu anche la prima a suffragio universale alla quale parteciparono anche le donne. Il 2 giugno 1946 il 54,3% dei voti validi determinò che l’Italia sarebbe dovuta diventare una Repubblica. Le tappe seguenti furono il 28 giugno 1948 l’elezione di Enrico de Nicola da parte dell’Assemblea costituente come capo provvisorio dello Stato italiano e il primo gennaio 1948 l’entrata in vigore della Costituzione italiana.

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