Aumenti benzina: +1% in 7 giorni/ Assoutenti a Draghi: “Intervenga su accise e Iva”

- Silvana Palazzo

Aumenti benzina: prezzo salito dell’1% in 7 giorni, stangata per famiglie. Allarme Codacons e Assoutenti si appella a Draghi: “Intervenga su accise e Iva”

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Aumenti benzina: sale il prezzo a causa del grande gelo in Texas. Ha fatto salire, infatti, il costo del greggio che ora è oltre i 60 dollari a barile. Per le famiglie si tratta di una nuova stangata di 205 euro annui a famiglia. A lanciare l’allarme è stato il Codacons, secondo cui fare un pieno oggi costa ben 8,5 euro in più rispetto a quanto veniva pagato invece nel maggio 2020, quando i prezzi del carburante subì un forte ribasso. Se oggi un litro di benzina alla pompa costa il 12,5% in più rispetto allo scorso maggio, per il gasolio invece si spende il 12,2% in più. Un’impennata di prezzi ai distributori che poi ha effetti a cascata per i consumatori. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, nell’ultima settimana il prezzo medio della verde in modalità self è salito a 1,536 euro al litro con un aumento dell’1,2% rispetto alla settimana precedente. Il diesel invece ha superato quota 1,4 portandosi in media nazionale a 1,408 euro al litro. In questo caso il rialzo è dell’1,3% rispetto al monitoraggio di sette giorni prima.

«Il rischio concreto, quindi, è che l’andamento al rialzo dei prezzi di benzina e gasolio produrrà nelle prossime settimane rincari generalizzati per ortofrutta e alimentari, beni che, come noto, viaggiano su gomma», ha dichiarato Carlo Rienzi, presidente del Codacons, all’AdnKronos. Ma si prevedono ricadute negative anche su tutto il comparto dell’energia, con aggravi di spesa per i consumatori.

AUMENTI BENZINA, ASSOUTENTI: “INTERVENIRE SU ACCISE”

Una delle ragioni dell’aumento del prezzo della benzina è l’attuale emergenza climatica in Texas, dove ci sono numerose tempeste di neve. Lo Stato americano è stato di fatto bloccato dal grande freddo e questo incide sul costo del carburante, perché riesce a produrre da solo il 40% del petrolio degli Stati Uniti. Il greggio così è arrivato a costare oltre 60 dollari al barile. Ciò non ha conseguenze solo sugli Stati Uniti, ma anche a livello internazionale. Così Assoutenti si è rivolta di nuovo al Governo Draghi per chiedere «di intervenire sulla tassazione relativa ai carburanti, riducendo il peso di accise e Iva che portano i listini italiani di benzina e gasolio ad essere tra i più alti d’Europa». Per Assoutenti così si alleggerirebbe «la spesa delle famiglie oggi più che mai impoverite e in difficoltà a causa dell’emergenza Covid», si legge nel comunicato stampa del presidente Furio Truzzi. Ma è importante anche intervenire «sull’andamento del prezzo del petrolio per evitare speculazioni che configurano ipotesi di reato come l’aggiotaggio e violazioni della concorrenza tramite illeciti cartelli».



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