Autocertificazione coronavirus/ Troppi furbetti: dalla visita al parente alla “spesa”

- Davide Giancristofaro Alberti

Autocertificazione coronavirus, non si placano i furbetti che escono di casa pur senza avere i permessi necessari: ecco quando si può usare e quando non

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Coronavirus, modulo autocertificazione per spostamenti
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Il modello di autocertificazione per uscire di casa, a seguito delle misure restrittive post-coronavirus, è senza dubbio uno dei documenti più scaricati di sempre. Del resto sono molti coloro che necessitano del documento suddetto, a cominciare da coloro che stanno ancora lavorando, leggasi prima di tutto i medici e tutti i dipendenti sanitari, ma anche le cassiere, i magazzinieri, gli operai delle aziende ancora aperte, i farmacisti, i tabaccai, i giornalai ecc ecc. Ci sono poi tutti coloro che devono spostarsi per andare a fare la spesa, una delle poche motivazioni concesse per uscire di casa, assieme a motivi di salute ed esigenze impellenti. Al gruppo di utilizzatori del modulo di autocertificazione, si aggiungono poi i furbetti, ancora troppi purtroppo. Basti pensare che sabato scorso sono state effettuate ben 5000 contravvenzioni, visto che il loro circolare liberamente in strada non rientrava nei casi elencati sopra.

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AUTOCERTIFICAZIONE CORONAVIRUS: SERVE ANCHE PER ANDARE IN CHIESA

Sono infatti moltissimi che hanno usato la fantasia per giustificare l’uscita, come ad esempio visite a parenti non così cari, o anche, spese a più di venti chilometri di distanza da casa. C’è chi addirittura si è buttato in mare pur di sfuggire al controllo delle forze dell’ordine, un episodio che è stato riportato dal programma di Rai Uno, La Vita in Diretta, e che ha visto come protagonista in negativa un ciclista, che pur di non farsi controllare, si è appunto fiondato in mare, bicicletta al seguito. Ricordiamo che dopo l’ultimo decreto sono state inasprite le pene nei confronti di coloro che trasgrediscono la legge, partendo da 500 euro fino ad un massimo di 5000 con annessa anche galera. Ricordiamo infine che fra le motivazioni per uscire di casa, e quindi per usare l’autocertificazione, anche quella di recarsi in chiesa per pregare, basta che però ci si rechi solamente durante gli spostamenti lavorativi, e che la chiesa sia sulla strada di casa o per il lavoro. Anche i vari diaconi, organisti, cantori e via dicendo, devono esibire l’autocertificazione per recarsi in chiesa.

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