AUTONOMIA, SCONTRO M5S-LEGA/ Nuova fumata nera, Lezzi: “Così Italia viene divisa”

- Niccolò Magnani

Autonomia Differenziata, rottura totale al tavolo tra Lega e M5s su scuola e gabbie salariali: caos vertice Governo. Lezzi: “Così si divide l’Italia”.

Murales a Roma Salvini e Di Maio
Di Maio e Salvini, murales TvBoy a Roma (LaPresse, 2018)

Ennesima fumata nera tra M5s e Lega sull’autonomia e non mancano vibranti polemiche. Nelle scorse ore diversi esponenti del Carroccio hanno attaccato i grillini, che a loro volta rispondono per tono. «Se vogliono dividere l’Italia, reintrodurre le gabbie salariali, superate ormai da 50 anni, certamente. Questo tipo di Autonomia la voteranno, forse, solo i parlamentari di Emilia Romagna, Veneto e Lombardia. Non certo gli altri rappresentati del territorio, voglio sperare»: queste le parole del ministro per il Sud Barbara Lezzi ai microfoni de Il Messaggero, sottolineando che nel corso dell’ultima riunione tecnica era stato anche raggiunta un’intesa sul fondo di perequazione, ma è giunta la contrarietà di Zaia e Fontana. Una retromarcia inspiegabile secondo la Lezzi, con Salvini che potrebbe sentirsi «tirato per la giacchetta». E la grillina sottolinea: «Di Maio e Salvini sottoscrissero che volevano ridurre il divario Nord-Sud». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

AUTONOMIA, CARROCCIO: “M5S CI PRENDE IN GIRO”

Clima di altissima tensione tra Lega e M5s sul tema autonomia: ancora una fumata nera, strappo tra le due forze di maggioranza. Lite al tavolo tra i partiti di Salvini e Di Maio, con il Carroccio sul piede di guerra: il ministro dell’Interno ha affermato che così non è possibile andare avanti, i governatori verdi del Nord non ci stanno e gridano alla farsa. Raggiunto da Treviso Today, Luca Zaia ha ribadito: «Sembra una presa in giro: non si può tessere di giorno e disfare di notte. E’ una farsa, il mio invito è che si faccia veloci: sento delle dichiarazioni che fanno rabbrividire». Nel mirino le dichiarazioni di alcuni esponenti grillini, il pensiero del governatore del Veneto è condiviso dal leghista Nicola Finco: «Siamo stanchi del Movimento 5 Stelle che rappresenta la più grande forma di parassitismo italiana», le sue parole ad Adnkronos. Il premier Giuseppe Conte ha provato a ricucire, invitando a trovare una sintesi tra i due partiti, ma il bivio sembra essere sempre più vicino… (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

AUTONOMIA, CONTE: “ITALIA NON SI SLABBRI”

«Dovremo introdurre strumenti di salvaguardia solidaristici per evitare che l’Italia, come dire, si slabbri. Un progetto del genere sarebbe inaccettabile», ha spiegato il Premier Conte dopo lo strappo totale al tavolo di Palazzo Chigi questa mattina nel merito dei temi delicati di scuola e gabbie salariali. Intervenendo a Milano a margine di un evento del Forum dell’Economia, ancora il Presidente del Consiglio ha provato a rassicurare sulle tensioni interne al Governo «Sull’Autonomia sicuramente abbiamo fatto già molto lavoro e lo stiamo completando. Io ho preso un impegno: sono il garante della serietà del lavoro che stiamo facendo e del fatto che porterà ad una riforma in termini di autonomia compatibile con i principi costituzionali». Poco prima nella conferenza stampa di Palazzo Chigi dove ha presentato il Ministro della Famiglia Alessandra Locatelli, Conte ha ribadito «realizzare un disegno di autonomia differenziata con una regione ma allo stesso tempo dobbiamo ipotizzare che questa autonomia ce la chiedano tutte contemporaneamente. Quindi quello che oggi concedo ad una devo ipotizzare di concederlo ad un’altra regione domani». Intanto dopo il Veneto anche il Presidente della Regione Lombardia si schiera con Salvini e ribadisce l’assoluta importanza del tema in gioco: «Il partito del no vuole condannare il nostro Paese all’immobilismo e all’arretratezza. Da una parte le Regioni e la Lega che, consapevolmente e con forza portano avanti, attraverso atti concreti, una proposta che, non mi stancherò mai di ribadirlo, favorirebbe lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita di tutti gli italiani. Dall’altra il Movimento 5 Stelle che, invece, maldestramente e goffamente, non perde occasione per inserire la retromarcia mistificando la realtà e cambiando le carte in tavola. Fa bene il ministro Erika Stefani a pretendere chiarezza, adesso basta: il Movimento 5 Stelle, senza accampare scuse, che sanno più di sceneggiata che di alto confronto politico, dica in maniera definitiva se vuole o no l’Autonomia» attacca Attilio Fontana su Facebook.

SCONTRO LEGA-M5S: SALVINI “COSÌ SI VA INDIETRO”

È rottura totale all’ennesimo vertice di Governo sull’Autonomia Differenziata: lo strappo forte già era stato anticipato ieri dopo le parole del vicepremier Di Maio che parlavano di non voler «spaccare il Paese in due» specialmente sul fronte della scuola. I dati allarmanti poi dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio avevano fatto il resto preparando una vigilia molto tesa in seno ad un Governo già piuttosto spaccato su altri temi (salario minimo, decreto sicurezza bis e da ieri anche il caso dei Fondi presunti dalla Russia per la Lega). Stamattina però il tavolo si è rotto in maniera netta, con le fonti della Lega che danno un Salvini furioso con gli alleati di Governo «Inutile sedersi a un tavolo che non funziona, con persone che il giorno prima chiudono accordi e poi cambiano idea e fanno l’opposto. Invece di andare avanti, si torna indietro». Netta è poi anche la replica del M5s che con altre fonti arrivate alla stampa assiepata fuori da Palazzo Chigi rilancia «La Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al centro-Sud. Per il M5s è totalmente inaccettabile. Una simile proposta spaccherebbe il Paese e la consideriamo discriminatoria e razzista. Impedirebbe ai giovani di emanciparsi, alla famiglie di mandare i figli a studiare in altre università. Diventerebbe difficile e costoso anche prendere un treno da Roma e Milano».

ROTTURA SU AUTONOMIA: STEFANI “SE HANNO CAMBIATO IDEA LO DICANO”

Il leader della Lega Matteo Salvini, pare presente al vertice assieme a Conte e Di Maio e altri Ministri, ha poi sbottato «se c’è qualcuno che sabota, qualcuno che l’autonomia non vuol farla… Allora si parli chiaro». Controreplica durissima anche del leader M5s uscendo da Palazzo Chigi «il tavolo sull’autonomia si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Un bambino non sceglie in quale regione nascere: noi dobbiamo garantire l’unità della scuola così come l’unita nazionale». Passano poi qualche minuto ed esce anche il Ministro per gli Affari Regionali Erika Stefani, la diretta interessata al tema dell’Autonomia Differenziata: scura in volta, attacca subito «Niente esito positivo dal vertice di Governo: si è negato il principio base sulla scuola e l’istruzione, qui qualcuno ha cambiato idea però lo devono dire altrimenti non si va avanti». Risponde poi nel merito delle critiche grilline, «nessuna gabbia salariale, strumenti esistono già nel nostro ordinamento. Vogliamo dare voce alle richieste dei territori e dei cittadini» e poi lancia un appello: «spero ci sia un ripensamento del 5Stelle sulle loro posizioni. Devono dire cosa vogliono fare, se vogliono o non vogliono l’Autonomia. Non ci sono altre strade». Primo commento dal Governatore del Veneto Luca Zaia è altrettanto furibondo come il suo leader di partito: «Siamo davanti a una farsa, un’autentica farsa. Sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l’autonomia verso l’agonia. Sappiano però che, finché ci sarò io, l’autonomia non sarà morta né, tanto meno, le istanze dei veneti». A provare a riunire i cocci di una maggioranza dilaniata ci pensa il Premier Conte che al termine del tavolo “sospeso”, fa sapere in una nota «Si va avanti sull’autonomia, ma stando attenti a salvaguardare a salvaguardare l’unità del Paese e la Costituzione»

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