“Baby gang mi ha aggredito a Milano”/ Vittima: “Pugni, sputi e minacce di morte”

- Alessandro Nidi

Le baby gang tornano protagoniste a “Storie Italiane”: dopo i casi di Ancona e Verona, questa volta una nuova aggressione si è registrata a Milano

baby gang
Immagini di repertorio

Le baby gang tornano al centro della trasmissione di Rai Uno “Storie Italiane”, condotta da Eleonora Daniele e andata in onda nella mattinata di lunedì 17 gennaio 2022. Questa volta, dopo i casi documentati di Ancona e di Verona, la notizia più recente giunge da Milano, città già protagonista della cronaca recente a causa degli abusi e delle molestie di Capodanno in piazza Duomo, dove l’inviato del programma Alessandro Politi ha intervistato una ragazza che, ripresa di spalle e a volto coperto, ha testimoniato i momenti di terrore vissuti nei giorni scorsi, mentre stava attendendo l’autobus in strada.

Queste le parole della protagonista: “Ero alla fermata della linea 90 in viale Molise per aspettare l’autobus. Mi si è avvicinato un gruppo di ragazzini e una delle giovani che lo componeva si è seduta accanto a me, tirandomi una gomitata. Ho cercato di ignorarla per evitare di cadere nella provocazione, poi il ragazzino più piccolo ha fatto allusioni pesanti, anche sessuali nei miei confronti”.

BABY GANG MILANO, LA VITTIMA: “MI È ARRIVATO UN PUGNO IN FACCIA, NON RIUSCIVO A FARLI RAGIONARE”

A “Storie Italiane”, la vittima assalita alla fermata del bus da una baby gang di Milano ha fornito ulteriori dettagli circa l’aggressione subita: “A quel punto, ho chiesto al ragazzino cosa volesse, mentre la seconda ragazza del gruppo mi ha detto che il bimbo non stava facendo nulla di male. Improvvisamente, mi è arrivato un pugno in faccia, mi sono alzata e ho provato a parare i colpi, senza sferrarne e senza fare male a nessuno”.

In quei frangenti di pericolo, “ho provato a parlarle con calma, tentando di farla ragionare, ma senza ottenere nulla in tal senso. Mi ha minacciato di morte più volte, mi ha sputato addosso. Alla fine, ce l’ho fatta ad allontanarli quando ho estratto il telefono dalla tasca e ho chiamato il 112, mostrando loro il display dello smartphone e facendoli così scappare. Probabilmente avevano voglia di picchiare qualcuno, si è trattato di botte totalmente prive di una motivazione logica”.







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