Balkissa Maiga, bucce di banane sullo zerbino di casa/ “Chi ci difende dal razzismo?”

Balkissa Maiga vittima di razzismo: l’attrice ha trovato delle bucce di banana sullo zerbino di casa, la sua denuncia sui social network.

Balkissa Maiga
La foto pubblicata su Facebook da Balkissa Maiga

Bucce di banana sullo zerbino di casa: l’attrice Balkissa Maiga vittima di razzismo. La maliana, residente a Roma da diversi anni, ha denunciato l’accaduto su Facebook ed ha ricevuto attestati di vicinanza e solidarietà da tanti tra amici e conoscenti. «L’ingresso di casa mia sta mattina! Eppure il razzismo non esiste! Ci si sente davvero male dentro!», la didascalia della foto pubblicata dalla Maiga sui social network nella giornata di ieri, giovedì 14 novembre 2019. Un atto palesemente razzista, che ha sollevato grande indignazione: l’artista abita in Viale Marconi, zona che conta un grande numero di stranieri di ogni nazionalità. Nata a Niamey (Niger), l’interprete negli ultimi tempi ha recitato in alcuni film di successo: da 7 minuti di Michele Placido a L’uomo senza gravità di Marco Bonfanti, passando per l’ultimo lungometraggio di Nanni Moretti, intitolato Tre piani.

BALKISSA MAIGA: “CHI CI DIFENDE DAL RAZZISMO?”

«Ecco come nel 2019 vivono le persone nere come me nel nostro Paese. Tra integrazione e discriminazione razziale continua»: così Balkissa Maiga ai microfoni de La Stampa, con l’attrice che non riesce a darsi spiegazione del vile gesto. Residente in Italia da ormai dieci anni, l’attrice ha spiegato che non si tratta del primo episodio: «Purtroppo già dai primi mesi, quando arrivai in Italia nel 2009, avevo percepito quanto il colore della mia pelle fosse un problema per molti italiani. Negli anni poi, ho scoperto che la donna nera, qui, è solo nigeriana e prostituta. Questo è l’ immaginario consolidato. Ragazzini che per strada senza rispetto mi chiedono: quanto costa». Balkissa Maiga ha sporto denuncia per l’accaduto, ma non è tutto: «Se prima il razzismo potevo viverlo solo per la strada, oggi ha fatto un passo avanti: sono arrivati anche davanti alla mia porta, non mi sento più sicura nemmeno a casa mia. Ma chi ci difende?».



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