Banksy, marchio a rischio dopo sentenza Ue/ “Se anonimo non può rivendicare opere”

- Silvana Palazzo

Banksy, marchio a rischio dopo una sentenza Ue: l’artista ha perso una battaglia legale per Flower Thrower. “Se resta anonimo non può rivendicare opere”, fa sapere legale della controparte

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Flower Thrower di Banksy (Foto: YouTube)

Banksy perde una battaglia legale e ora il suo marchio è a rischio. Lo street artist britannico aveva denunciato due anni fa una piccola azienda inglese, la Full Colour Black, perché aveva usato la celebre immagine del Flower Thrower per una cartolina di auguri da mettere in vendita. Il 14 settembre l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) ha stabilito che Banksy non possa vantare diritti su quell’immagine visto che ha sempre scelto di restare anonimo. Di conseguenza, non può essere riconosciuto come legittimo proprietario di quell’opera. La differenza tra marchio e diritto d’autore è molto sottile. Se il primo può essere registrato da chiunque, per poter esercitare il proprio copyright bisogna che l’autore dichiari in prima persona di essere il proprietario dell’opera. Questo vuol dire che Bansky dovrebbe uscire dall’anonimato e rivendicare i suoi lavori. Inoltre, secondo l’EUIPO lo street artist britannico ha fatto registrare alla società Pest Control Office, che cura le sue relazioni, il marchio della sua opera per aggirare le leggi sul diritto d’autore, pur senza sfruttare il marchio per farne uso commerciale.

BANKSY, MARCHIO A RISCHIO DOPO SENTENZA UE

Banksy, come ricostruito dalla testata Finestre sull’Arte, non può essere identificato come il “proprietario indiscutibile dell’opera” in quanto “la sua identità è nascosta”, quindi “non si può stabilire senza contestazioni che l’artista abbia dei diritti d’autore su un’opera di street art”. EUIPO ha osservato anche che Banksy ha dipinto i suoi graffiti su proprietà di terzi senza il loro permesso anziché su tela o sue proprietà. Il Flower Thrower era stato registrato come marchio nel 2014 dalla Pest Control Office, ma cinque anni dopo la Full Colour Black aveva cercato di ottenere la cancellazione del marchio, sostenendo che fosse stato registrato in malafede, cioè non per farne uso commerciale. In risposta, Banksy lo scorso ottobre aveva aperto un negozio, chiamato “Gross Domestic Products”, ma secondo l’EUIPO così ha aggravato la sua posizione, perché non aveva venduto alcun oggetto con l’immagine del Flower Thrower dal 2014 fino al momento in cui l’azienda l’aveva adoperata per le sue cartoline.

“SE BANKSY RESTA ANONIMO NON PUÒ RIVENDICARE OPERE”

La legge europea prevede che il titolare di un marchio anteriore non possa contestare chi lo usa se questo è stato tollerato per cinque anni consecutivi. Quindi, il fatto che Banksy abbia aperto il negozio solo nel 2019 evidenzia che non aveva intenzione di usare il marchio quando la Pest Control Limited lo aveva registrato nel 2014 e che i beni venduti dal 2019 sono stati venduti solo per non perdere il diritto di usare il marchio. La sua intenzione era “solo quella di aggirare la legge. Queste azioni sono in contrasto con le pratiche oneste”. Ora secondo l’avvocato Aaron Wood, che rappresenta la Full Colour Black, chiunque potrebbe usare le sue immagini. E infatti la Full Colour Black ha contestato i marchi di altre sei opere di Banksy. Secondo le Finestre sull’Arte potrebbe andare avanti con altri lavori dell’artista. “L’intero portfolio dei marchi di Banksy ora è a rischio”, ha dichiarato Wood ai microfoni della BBC.

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