Bar e ristoranti Fase 2, cosa cambia/ Asporto e delivery: distanze e regole take-away

- Emanuela Longo

Bar e ristoranti, cosa cambia nella Fase 2: al via da oggi 4 maggio il servizio d’asporto e take-away. Le regole da seguire per il delivery

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Bar e ristoranti (Pixabay)

Da oggi 4 maggio, con l’avvio ufficiale della Fase 2 gli italiani inizieranno a vivere le prime libertà dopo due mesi di lockdown dovuto all’emergenza Coronavirus. Per le riaperture vere e proprie di bar e ristoranti dovremo attendere l’1 giugno – come annunciato nei giorni scorsi dal premier Conte con l’ultimo Dopcm – ma da oggi 4 maggio ci sarà la possibilità di fare ristorazione con le modalità di vendita da asporto oltre che di domicilio. Nelle Faq (risposte a domande frequenti) contenute sul sito del Governo si fa esplicita chiarezza di come sarà possibile da parte delle aziende di ristorazione, effettuare il servizio di asporto fatto in auto (drive through): “mantenendo sempre la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro e rispettando i divieti di consumare i prodotti sul posto di vendita e di sostare nelle immediate vicinanze”. Viene ribadito dunque come bar e ristoranti ma in generale tutte le attività di somministrazione di alimenti e bevande artigianali e non che effettuano il consumo sul posto o in modalità “take-away” (rosticcerie, piadinerie, friggitorie, gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio senza posti a sedere) continueranno a restare chiuse ma con possibilità solo di eseguire la consegna a domicilio o il servizio da asporto. La medesima regola vige per quanto riguarda bar ed altri esercizi di somministrazione di cibo e bevande nelle aree di servizio lungo le autostrade, i quali potranno continuare a vendere solo prodotti da asporto da consumarsi rigorosamente fuori dal locale.

BAR E RISTORANTI, FASE 2: TUTTE LE REGOLE PER L’ASPORTO

I clienti di bar e ristoranti, da oggi 4 maggio potranno in maniera graduale iniziare a frequentare questi locali ma al momento senza la possibilità di eseguire la consumazione al loro interno. Così come i titolari dell’esercizio commerciale, anche i clienti sono tenuti al rispetto di alcune direttive che sono indicate sia nei decreti ministeriali che nelle ordinanze regionali. E così, in attesa di entrare nel ristorante o nella pizzeria sarà necessario mantenere una distanza di almeno due metri. I prodotti dovranno essere precedentemente ordinati ed il ritiro dovrà avvenire per appuntamenti dilazionati nel tempo. Questo eviterà eventuali assembramenti all’esterno del locale consentendo così l’ingresso una persona alla volta. Anche il tempo di permanenza all’interno del locale dovrà essere quello strettamente necessario alla consegna degli alimenti, e come sempre rispettando le misure di sicurezza. Obbligatorio, dunque, l’uso della mascherina e il rispetto della distanza di sicurezza. Sarà inoltre vietato consumare i prodotti all’interno del locale e nelle immediate vicinanze dello stesso.

Regole molto rigide anche per il servizio di consegna a domicilio: devono essere rispettati tutti i requisiti igienico-sanitari sia per quanto concerne il confezionamento che il trasporto. E’ fondamentale evitare che ci siano contatti personali a distanza inferiore di un metro al momento della consegna. Lo stesso vale per la vendita da asporto dei prodotti alimentari quali coni gelato o tranci di pizza. Al fine di far rispettare le distanze, si legge nelle Faq del Governo, “è possibile per i rivenditori dotarsi di un bancone per la consegna della merce all’ingresso dell’esercizio, o altrimenti contingentare l’accesso nell’esercizio al fine di far rispettare la predetta distanza interpersonale di sicurezza”.



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