BARBARA BONCOMPAGNI, FIGLIA DI GIANNI/ A Caterina Balivo “Mi diceva sempre che tu…”

- Silvana Palazzo

Barbara Boncompagni, figlia di Gianni a Vieni da me: dall’amicizia del padre con Renzo Arbore al legame con Raffaella Carrà

barbara boncompagni vienidame
Barbara Boncompagni a Vieni da me
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Tanti i ricordi condivisi da Barbara Boncompagni su papà Gianni. Tanti riguardano Raffaella Carrà: «Lui diceva delle cose, lei le acchiappava e trasformava. Non hanno fatto figli insieme, ma tante canzoni». Come “Tanti auguri”. «Un ragazzo quando avevo 15 anni mi lasciò e lui mi disse: “Che te ne frega, trovi un altro”. E così nacque la canzone». Ci sono poi vari aneddoti. Dalla sua alimentazione: «Mangiava tutto surgelato, così tutto era pronto velocemente. Andai a casa sua con dei tortellini e mi disse che non andavano bene perché ci volevano due minuti». A quello sulla sigla per Drim: «Mi disse che mi avevano dato un camerino orrendo e di non impressionarmi, invece era quello di Sophia Loren». Non la conobbe, ma tanti sono stati gli artisti che ha visto a casa sua. «Mi ricordo che con le mie sorelle sbirciavamo e c’era ad esempio Mina che mangiava l’insalata solo con l’aceto». Ma Barbara Boncompagni ha ricordato anche cosa le disse il padre su Caterina Balivo: «Mi diceva sempre che eri brava e che migliori sempre nel tempo». La conduttrice emozionata ha replicato: «Fu molto carino con me, lo chiamai un mese per intervistarlo. Venne con le pantofole, me lo ricorderò per sempre». (agg. di Silvana Palazzo)

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BARBARA BONCOMPAGNI: DA RENZO ARBORE A RAFFAELLA CARRÀ

Barbara Boncompagni a “Vieni da me” per ricordare i momenti più belli e significativi della carriera del padre. Gianni Boncompagni infatti ha rivoluzionato la tv e lei ne ha raccolto l’eredità. Da Caterina Balivo ha ricordato subito l’amicizia di suo padre con Renzo Arbore: «Non hanno mai litigato, non ho mai sentito una brutta parola. Due gran signori». I due erano tanti amici che per lei era come uno zio. «Mia madre era una intellettuale svedese, forse non ha retto al trasferimento. Lei è rimasta in Italia, è diventata una sindacalista internazionale e noi siamo cresciuti con lui. Era abbastanza insolito, e poi era all’inizio della sua carriera. Ma secondo me è stato bravissimo. Ci poteva mandare in collegio o dai nonni». Tra i tanti amici del padre c’era ovviamente Raffaella Carrà. «È stata molto importante per noi. Io da figlia di coppia separata passavo molti weekend con mia madre. Quando tornavo e trovavo lei ero pazza di gioia. Questo mi ha dato un’apertura culturale e mentale pazzesca».

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BARBARA BONCOMPAGNI A VIENI DA ME: LA CARRIERA

Barbara Boncompagni ha deciso di costruire la sua carriera sulle orme del padre Gianni, lavorando dietro le quinte di diversi programmi tv. Quando la madre decise di separarsi, lei e le sue sorelle sono cresciute col padre. Barbara però non ricorda in modo traumatico l’infanzia e l’adolescenza, anche perché il papà, nonostante gli impegni lavorativi, è stato molto presente. E dunque fin da piccola Barbara ha frequentato gli studi televisivi grazie al lavoro del padre. A 17 anni ha partecipato al suo primo show tv. All’epoca il padre era regista di Drim e la figlia Barbara si occupò della sigla. Da lì è cominciata la sua carriera, passando da un programma tv all’altro e collaborando con diversi artisti, come Little Tony. Ora collabora con Marisa Laurito in un “tutorial” radiofonico per la terapia del buonumore. Affrontano quindi il tema dell’energia in tutte le sue sfaccettature, con esperti e condividendo le storie personali degli ascoltatori.

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