Barbara D’Urso: “Berlusconi mi corteggiò”/ “Mediaset? Resto. Politica? Prima o poi…”

- Alessandro Nidi

Barbara D’Urso, in occasione del suo compleanno numero 65, ha rilasciato una lunga intervista a “La Stampa”: “Mio padre mi picchiò col frustino, respinsi Berlusconi…”

Barbara d'Urso
Barbara d'Urso

Ha spento 65 candeline sulla sua torta di compleanno Barbara d’Urso e, per l’occasione, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del quotidiano “La Stampa”, sottolineando in prima battuta come lei non si soffermi troppo sull’età, in quanto, a suo giudizio, “non esiste”. Esiste, però, la Fede nella sua esistenza: “Mi rivolgo alla Madonna quando ne ho bisogno, sono molto credente, a modo mio. Sento l’energia. Ce n’è una buona, bianca, positiva. Ma anche una nera, cattiva, che qualcuno cerca di scaricarti addosso. E, naturalmente, esiste l’energia universale. Ciò detto, nella Madonna ci credo”.

Proprio dalla Madonna del Carmelo deriva il nome di battesimo di Barbara D’Urso: “Mio padre era di Laurenzana, in provincia di Potenza, dove facevano la processione, e mia madre accettò di chiamarmi Maria Carmela per riavvicinarsi alla nobile famiglia del marito, che la guardava con qualche sospetto. In privato, però, mi ha sempre chiamato Carmelita. Carmelita D’Urso, non è magnifico? Mamma è morta che avevo undici anni, dopo quattro anni di malattia. Ricordo gli aghi nelle sue braccia. I lividi neri. Il dolore mio e dei miei fratelli”.

DAL PADRE RODOLFO AL CORTEGGIAMENTO DI SILVIO BERLUSCONI: BARBARA D’URSO SI RACCONTA

Nel prosieguo del suo intervento su “La Stampa”, Barbara D’Urso ha rivelato che una volta suo padre Rodolfo le tirò due scudisciate col frustino da cavallo: “Avevo detto che ero a una festa, ma non era così. Non è mai più successo, ma me le ricordo ancora. Era un uomo severo. Come tutta la sua famiglia di nobili lucani. E severa era mia madre”. Poi arrivò la tv, dopo il trasferimento a Milano che la portò a rompere per quattro anni ogni forma di dialogo con suo papà.

All’ombra del Duomo conobbe il suo datore di lavoro, Silvio Berlusconi, che le fece la corte e, Barbara D’Urso, la respinse con gentilezza: “Non mi mandava dei fiori, era semplicemente carino. Faceva capire. Girava con un enorme pullman d’acciaio grigio col Biscione stampato sopra. Lui era molto affascinante, ma era anche il proprietario. Proprio non si poteva. Il rigore morale, appunto. Ho sempre preteso di farcela con le mie forze. Comunque ci vogliamo bene davvero. Qualche anno fa il Cavaliere mi ha detto: ‘Barbara, lo sai quello che hai perso, ma sei ancora in tempo’. Ci abbiamo riso sopra”.

BARBARA D’URSO: “MEDIASET? NON ME NE VADO”

Nella parte finale della sua intervista, dopo avere scelto di non parlare di Memo Remigi e di Vasco Rossi, Barbara D’Urso ha parlato di lavoro: Resto a Mediaset anche l’anno prossimo. Voci di addio? Provo a spiegarlo in un modo carino. Ci sono persone ossessionate da me. L’ossessione può spingere a commissionare delle cose da scrivere anche se non sono vere. Magari per fare più click. Uno scrive che sono fidanzata con un Panda, però di pelouche, e il gioco è fatto. Parte la giostra e non si ferma più. Ma io non sono fidanzata con un panda di pelouche e il prossimo anno sarò ancora a Mediaset. Inutile smentire i siti. Né io né l’azienda lo facciamo”.

Infine, due domande più personali: Paura di morire? Certo, ma non ci penso. Spero solo sia sul colpo”. Si osserverà mai l’ingresso di Barbara D’Urso in politica? “Prima o poi lo faccio…”.





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