Barbara Palombelli “più morti Bergamo perché gente lavora”/ Insulti social, ma lei..

- Niccolò Magnani

Barbara Palombelli attacca il web dopo gli insulti subiti per la frase “più morti a Bergamo perché lì la gente lavora di più”

Gori e Palombelli
Barbara Palombelli e Giorgio Gori a Stasera Italia

«Perché il 90% dei morti da coronavirus in Italia si è registrato a nord? Vi sono delle motivazioni particolari? Ci sono delle persone più ligie che vanno sempre a lavorare?»: questa frase, ovviamente estrapolata dal contesto di quanto stava dicendo Barbara Palombelli circa il dramma che sta vivendo la città di Bergamo, è stata oggetto nei giorni scorsi di profondi insulti e attacchi personali sui social contro la conduttrice di Stasera Italia su Rete4. Proprio durante la puntata del 20 marzo scorso, la moglie di Francesco Rutelli nel condurre la trasmissione sul tema del drammatico aumento dei decessi per coronavirus a Bergamo e Brescia, aveva lanciato questa provocazione assieme al Sindaco bergamasco del Pd Giorgio Gori. Un’uscita per nulla perdonata da parte del pubblico che ci ha intravisto in quelle parole una sorta di discriminazione territoriale nei confronti invece di chi, magari al centro o al sud, viene meno contagiato perché “meno” presenti sul posto di lavoro.

PALOMBELLI, “VI QUERELO TUTTI”

Oggi con un durissimo post suoi propri canali social è la stessa Barbara Palombelli a dire basta alla sagomata di insulti subita nelle ultime tre giornate per via di quella frase estrapolata durante la sua trasmissione: «La libertà di opinione è sacra. La diffamazione via web è un reato. Tutti i post e gli autori contenenti ingiurie, calunnie e diffamazioni vengono e verranno identificati e chiamati a rispondere in sede civile di quanto hanno scritto». Dopo le tante polemiche, e dopo che lo stesso sindaco di Bergamo ha cercato di ridurre al minimo ogni possibile critica relegandola a mero “scivolone”, la Palombelli annuncia «I miei avvocati sono al lavoro. Estrapolare una frase da un contesto in cui si parlava esclusivamente della tragedia di Bergamo, travisandone il contenuto, è un’operazione scorretta. Di tutto il resto si occuperanno polizia postale, magistratura e avvocati».



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