Barista violentata a Milano: caccia all’uomo/ “Presa alle spalle da 20enne straniero”

- Emanuela Longo

Giovane barista violentata a Milano: da giorni è caccia all’uomo. Secondo la testimonianza sarebbe uno straniero di circa 20-25 anni

barista violentata lombardia nera 640x300
Barista violentata a Milano, Lombardia Nera

Ancora un caso di violenza a Milano. L’ultimo è accaduto nei giorni scorsi a Niguarda, dove una barista trentenne è stata violentata da un uomo sui 20-25 anni, “straniero”, come ha riferito la stessa vittima la quale ha spiegato di essere stata presa alle spalle e schiacciata contro un muro mentre tornava a casa dopo aver finito il proprio turno di lavoro. Il caso è stato trattato nel corso dell’ultima puntata di Lombardia Nera.

Da giorni è una vera e propria caccia all’uomo dal momento che le forze dell’ordine prontamente intervenute sul posto, non sono riuscite a intercettare il responsabile dello stupro il quale si sarebbe dileguato nel nulla. Non si tratta purtroppo del primo caso in quanto lo scorso fine agosto un fatto simile accadde a scapito di una giovane mentre si recava a lavorare al San Raffaele. In quel caso però era stato arrestato un uomo, un richiedente asilo ventenne. A Milano, dopo gli ultimi fatti, è aumentata la paura da parte delle donne che hanno timore ad uscire di casa la sera: “Non c’è bellissima gente”, ha dichiarato un tabaccaio ai microfoni della trasmissione. “Devi solo stare attento e basta”, ha aggiunto una giovane intervistata.

Barista violentata a Milano: interviene Lamorgese

La ragazza vittima della violenza, una italiana di 30 anni, ha raccontato agli inquirenti di essere stata aggredita alle spalle da un giovane straniero di carnagione scura. Ha detto di ricordare anche gli abiti indossati dal violentatore: maglia rossa e pantaloni scuri. La polizia ha cercato prontamente di intercettare l’uomo il quale, fuggendo attraverso il vicino parco ha fatto perdere le tracce. Nel frattempo gli abitanti chiedono a gran voce maggiori controlli.

La ministra Lamorgese ha fatto sapere che non ci sono episodi allarmanti ed in aumento in quella realtà e che tutto sarebbe sotto controllo, alla luce delle questioni statistiche che però vanno a cozzare con le paure dei cittadini milanesi che invece desiderano vivere in sicurezza. Sul caso della barista, resta il giallo su dove sia finito lo stupratore nonostante nella zona vi siano numerose telecamere, evidentemente non adeguate e/o funzionanti.



© RIPRODUZIONE RISERVATA