Bassetti “Lockdown per i più colpiti”/ Lopalco “Troppo spazio a chi sminuisce virus”

- Mirko Bompiani

Bassetti a favore di lockdown in determinate città, sulla linea di Ricciardi. Pregliasco frena, mentre Lopalco entra in tackle su alcuni colleghi…

matteo bassetti
Prof. Matteo Bassetti, San Matteo Genova (profilo Facebook)

Prosegue il dibattito nella comunità scientifica sul possibile lockdown in alcune città. Ricciardi si è detto a favore dell’ipotesi, mentre Pregliasco ha frenato, chiedendo di attendere 15-20 per valutare gli effetti delle nuove misure restrittive. Intervenuto ai microfoni di Adnkronos Salute, Matteo Bassetti ha parlato così: «Un lockdown, o aree di limitata circolazione, dove c’è una elevata circolazione del virus è la soluzione che con il precedente Dpcm si era detto di fare, e mi pare che sia una scelta giusta. Il problema è che, se questi lockdown devono essere fatti, che si facciano subito e non si continui ad aspettare. Ci sono città dove la circolazione del virus è alta e si deve agire in modo urgente».

LOPALCO A GAMBA TESA: “TROPPO SPAZIO A CHI SMINUISCE VIRUS”

Sull’emergenza coronavirus in Italia è intervenuto anche il professor Lopalco ai microfoni di Oggi è un altro giorno: «7-10 giorni bastano per capire l’evolversi dei contagi, bisogna vedere se la famosa curva si appiattisce. Il problema è che queste decisioni devono essere prese prima che la curva si impenni perchè poi arriva ad un certo momento che il tempo di raddoppio è tale che in pochi giorni i casi raddoppiano, e quando raddoppiano da 1000 a 2000 gli ospedali chiudono». Il neo-assessore pugliese ha poi tirato una frecciatina ad alcuni colleghi: «Noi scienziati non siamo d’accordo? Su alcune cose siamo tutti d’accordo, come il fatto che il virus esiste ed è pericoloso, chi non è d’accordo è una sparutissima minoranza intervistata molto spesso. Va guardato il numero di ricoveri giornalieri, è il numero su cui non si può barare, i numeri delle t. i. e dei ricoveri sono numeri su cui non si può sbagliare. Non è il numero assoluto a far paura ma la velocità con cui crescono i numeri, se la crescita è lenta, man mano che arrivano i nuovi casi si dimettono quelli vecchi».

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