Bassetti: “Serve quarantena light o in autunno si blocca tutto”/ “Ecco la mia idea”

- Davide Giancristofaro Alberti

Secondo Matteo Bassetti è necessario introdurre il prima possibile la quarantena light evitando di bloccare il Paese in autunno: le sue parole

matteo bassetti
Matteo Bassetti ospite a “Porta a Porta” (Foto: 2022, LaPresse)

Il professor Matteo Bassetti, primario di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, invita il governo ad introdurre al più presto la cosiddetta quarantena light, ovvero, l’isolamento ristretto rispetto a quello al momento in vigore (sette giorni dal primo tampone negativo, sempre che il test sia positivo). L’idea è quella di isolare i positivi asintomatici fino ad un massimo di cinque giorni, in quanto, secondo Bassetti; “C’è il rischio di essere in ritardo, perché non si può pensare di arrivare in autunno, quando ci sarà una possibile ripresa dei contagi, con queste misure di isolamento. Finiamo per paralizzare il Paese”, le parole del camice bianco genovese rilasciate ai microfoni dell’Adnkronos, riportate da SkyTg24n.it.

Il medico ligure ha ricordato che “sono passate ormai 3-4 settimane” da quando aveva detto “che sarebbe stato il caso di fare una quarantena “light””, ma il ministero della salute per ora non si è ancora espresso, forse anche per via di un po’ di “trambusto” dovuto alla caduta del governo Draghi. “L’immobilismo del ministero della Salute – ha continuato Bassetti – su questo fronte danneggia soprattutto gli italiani”.

MATTEO BASSETTI: “LE REGOLE VANNO CAMBIATE SUBITO”

E ancora: “Rischiare di tenere a casa in autunno tante persone asintomatiche non è come farlo a luglio o agosto, c’è il rischio reale che tanti servizi fondamentali si blocchino”, ribadendo quindi la necessità “di cambiare ora le regole o comunque di discuterne e arrivare ad aggiornare le misure per i primi giorni di settembre”.

Secondo Bassetti l’ideale sarebbe appunto una riduzione dei giorni a casa, soprattutto per chi fa il covid in forma lieve o addirittura asintomatica, ma senza stabilire una formula univoca per tutti: “Si posso ridurre i giorni di isolamento basandosi molto sulla personalizzazione della quarantena: quando finiscono i sintomi faccio un tampone e se negativo si può uscire. Oppure alle fine dei sintomi, dopo 48 ore, a prescindere dal risultato del test si può uscire”.







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