Bassetti: “Terza ondata ci sarà”/ “Crisanti? In Italia lui è eroe, io fascista”

- Dario D'Angelo

Secondo Matteo Bassetti una terza ondata di coronavirus in Italia è molto probabile. A Quarta Repubblica l’affondo contro Andrea Crisanti.

matteo bassetti
Prof. Matteo Bassetti, San Matteo Genova (profilo Facebook)

Matteo Bassetti interviene a Quarta Repubblica e si rende protagonista di un nuovo affondo nei confronti di Andrea Crisanti. Ospite di Nicola Porro per parlare di coronavirus e vaccini, il direttore della Clinica di malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova ha dichiarato: “Le affermazioni di Crisanti credo che ci hanno uniti tutti, mi sembra che ci sia una difesa del vaccino da parte di tutti. Credo che si siano rispettate tutte le misure“. Secondo Bassetti, rispetto alle affermazioni di pochi giorni fa del direttore del laboratorio di microbiologia dell’Università di Padova, che aveva di fatto espresso delle perplessità rispetto ai tempi di realizzazione dei vaccini, ci sarebbe da parte dei media una sorta di doppiopesismo. bassetti ha infatti argomentato: “In Italia se Bassetti dice una cosa immediatamente gli danno del fascista, se qualcuno dice una assurdità diventa un eroe“.

Bassetti: “Terza ondata ci sarà”

Bassetti ha poi continuato il suo intervento sottolineando perché a suo avviso le parole di Crisanti sono particolarmente sbagliate: “Insinuare oggi un dubbio sulla ricerca scientifica è gravissimo che venga dal mondo della scienza è ancora più grave. Chi è lontano da questa malattia dice che non serve il vaccino“. Lo stesso Bassetti sembra avere abbandonato il profilo che nelle scorse settimane aveva fatto portato i suoi detrattori ad accusarlo di riduzionismo rispetto alla minaccia rappresentata dal coronavirus. Intervistato dall’AdnKronos Salute, Bassetti ha infatti sottolineato il rischio di una terza ondata: “E’ chiaro una terza ondata Sars-CoV-2 sarà molto probabile, ma forse ne avremo anche una quarta o una quinta. Dobbiamo metterci in testa che con il coronavirus dovremmo convivere e non esserne terrorizzati. Abbiamo imparato a fare la diagnosi e riconoscerne i sintomi“.

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