Beatrice Rana spiega Ludwig van Beethoven/ “Frutto della scuola italiana” (Maestri)

- Emanuela Longo

Beatrice Rana spiega Ludwig van Beethoven nella puntata di oggi di Maestri: la giovane pianista salentina fiera di sentirsi “frutto della scuola italiana”

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Beatrice Rana, Instagram

La giovane pianista Beatrice Rana sarà tra le protagoniste del primo appuntamento settimanale di Maestri, la trasmissione in onda nel primo pomeriggio di Rai3 alle 15.20 e che propone due lezioni registrate rivolte a tutti gli studenti delle superiori. Una di queste sarà tenuta proprio da Beatrice Rana che racconterà la straordinaria forza evocativa, sempre attuale, di Ludwig van Beethoven. La pianista di fama mondiale, salentina appena 26enne, è una delle artiste più promettenti a livello internazionale. Le sue Variazioni Goldberg sono state definite nel 2017 dal New York Times tra le migliori registrazioni dell’anno. La Bbc l’ha invece definita New Generation Artist. L’ultimo suo album inciso per la Warner è dedicato a Stravinskij e Ravel. Beatrice è stata nominata anche Cavaliere della Repubblica e in una intervista a Il Messaggero si è definita fiera di sentirsi “frutto della scuola italiana, eccellente e gratuita” e di aver calcato le sale da concerto più importanti del mondo partendo da un piccolo centro in provincia di Lecce, Arnesano, e dopo anni di studio al conservatorio di Monopoli.

Lei però è tutt’altro che il classico ‘cervello in fuga’: “Dopo il liceo, mi sono trasferita per quattro anni in Germania. Fondamentali, certo. Anche per scoprire quanto sono italiana e meridionale. Che nel nostro Paese abbiamo tanti insegnanti preparati. E tanti musicisti eccellenti. Sono tornata a Roma e non me sono più andata, se non per fare concerti e registrazioni o per andare in Salento dove ho creato un piccolo festival, “Classiche Forme”, dedicato alla bellezza della musica e della mia Terra”.

BEATRICE RANA, PIANISTA ITALIANA CONOSCIUTA NEL MONDO

Oggi Beatrice Rana si definisce orgogliosa di aver studiato in una scuola pubblica, gratuita e di un piccolo paese di provincia. Donna e meridionale: un binomio grazie al quale la giovane pianista è riuscita a sfatare molti luoghi comuni difficili da smontare. “In un mondo maschile e maschilista come quello della musica classica, per una donna, riuscire ad affermarsi non è scontato. Io non l’ho mai considerato un limite, ma un punto di forza”, ha commentato con estrema onestà. Poi spiega come mai considera la femminilità un punto di forza: “Le grandi figure femminili sono state spesso nell’ombra, ora ci sono più voci e anche l’arte acquista nuove sfaccettature”. Esiste per lei una differenza tra una rockstar e una star della classica? In merito Beatrice ha risposto: “Non oso immaginare le pressioni che subiscono i colleghi del rock. La classica, comunque, è un ambiente di nicchia. Forse il divismo esiste di più nel mondo della lirica. Anche perché noi italiani siamo tutti un po’ melodrammatici!”, ha commentato.



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