Beatrice Venezi e Beatrice Rana/ “Le donne nella musica classica? Discriminate e…”

- Anna Montesano

Beatrice Venezi e Beatrice Rana sono due donne che hanno ottenuto grande successo nel mondo della musica classica, un ‘mondo maschilista’

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Beatrice Venezi

Beatrice Venezi ha 30 anni ma è già una direttrice d’orchestra di fama internazionale. A 22 anni aveva già girato i teatri di mezzo mondo e combattuto per rendere chiaro un concetto importante, ovvero che la musica classica non appartiene a un’élite, ma è per tutti. Ma di pregiudizi la Venezi ne ha vissuti e ne vive ancora tanti, per la bellezza, la giovane età, perché donna. “Credo sia una questione di potere e controllo. – ha ammesso in un’intervista rilasciata a La Stampa – Il mondo della musica classica è pieno di pregiudizi: c’è chi pensa che sia appannaggio di privilegiati, dalla superiorità intellettuale, e c’è un’élite che vorrebbe che rimanesse tale.” ha spiegato. “Di conseguenza, se una persona mina questi schemi perché è giovane, perché è donna o solo perché dice che la musica classica deve essere di tutti, viene osteggiata. Ai meccanismi di potere questo dà fastidio.”

Beatrice Venezi: “Sembra che una donna di cultura non debba curarsi”

Situazione che, probabilmente, può aver vissuto anche un’altra donna di successo nel mondo della musica classica. Lei è Beatrice Rana, pianista che a soli ventidue anni è riuscita già ad imporsi nel panorama musicale internazionale, guadagnandosi l’interesse oltre che i complimenti di organizzatori, direttori d’orchestra, critici e pubblico e in vari paesi del mondo. In un’intervista al Messaggero del 2019, anche la Rana parlò di mondo maschilista: “In un mondo maschile e maschilista come quello della musica classica, per una donna, riuscire ad affermarsi non è scontato. Io non l’ho mai considerato un limite, ma un punto di forza”. D’altronde essere una donna, brava, giovane e talentuosa in questo mondo, d’altronde, non è facile, stando a quanto dichiarato dalla Venezi:Sì, e c’è la mentalità per cui sembra che una donna di cultura non debba curarsi, come se bellezza e intelletto si escludessero a vicenda. Nel mio caso, c’è chi sostiene che il “contenitore” e l’immagine siano troppo forti. Addirittura mi criticano per vestiti e capelli lunghi.” ha spiegato la direttrice d’orchestra.

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