BECHIS “IN ITALIA 423 MORTI COVID VACCINATI CON 2 DOSI”/ “Autorità minimizzano ma…”

- Alessandro Nidi

Franco Bechis, direttore de “Il Tempo”, lancia l’allarme sulle colonne del “suo” giornale: il virus sta avendo la meglio sull’uomo?

Gilberto Corbellini
(LaPresse)

Franco Bechis, direttore de “Il Tempo”, ha pubblicato sull’edizione del quotidiano in edicola oggi, giovedì 19 agosto 2021, alcune riflessioni sulla pandemia di Coronavirus e, in particolare, sul suo andamento in Italia in questo periodo. Il suo discorso si è sviluppato a partire dal rapporto epidemiologico dell’ISS: “Negli ultimi 30 giorni si rileva come il 26,3% delle diagnosi di SARS-CoV-2 , il 40,7% delle ospedalizzazioni, il 61,3% dei ricoveri in terapia intensiva e il 62,1% dei decessi negli over 80 siano avvenuti fra coloro che non hanno alcuna dose di vaccino”.

Bechis, quindi, ribalta la prospettiva, scrivendo che negli ultimi 30 giorni il 73,7% delle diagnosi di Coronavirus, il 59,3% delle ospedalizzazioni, il 38,7% dei ricoveri in terapia intensiva e il 37,9% dei decessi degli ultraottantenni sono avvenuti fra persone vaccinate con doppia dose (la maggiore parte) o che, comunque, avevano ricevuto una prima dose. “Le nostre autorità sanitarie continuano a minimizzare la cosa, e nei rapporti ISS sui decessi si segnala solo che sono morti di Covid 423 italiani che avevano ricevuto la doppia vaccinazione da almeno due settimane, ma che rappresentano l’1,2% dei 35.776 decessi avvenuti fra il primo febbraio e il 21 luglio scorso”.

FRANCO BECHIS: “SPERIAMO QUESTA GUERRA NON FINISCA COME IN AFGHANISTAN…”

L’osservazione in sé, tuttavia, dice poco, perché a febbraio, marzo e aprile il numero dei vaccinati era prima una assoluta e poi una relativa minoranza degli italiani. Oggi, invece, la maggioranza assoluta degli italiani è vaccinata, quindi ha una spiegazione matematica il fatto che il virus colpisca di più i vaccinati dei non vaccinati. Però, sottolinea ancora Bechis, “questi numeri dicono che i vaccini proteggono la vita di chi li fa in modo significativo, ma non proteggono nessun altro che sta loro intorno. Chi è vaccinato si contagia come chi non è vaccinato e numericamente più dei non vaccinati e quindi contagia gli altri”. I

Ecco allora che il Green Pass vaccinale della durata di nove mesi non è affatto una garanzia di tranquillità o di non contagio e, anzi, potrebbe diventare controproducente, perché diffonde nella gente una sicurezza falsa. “È assai più protettivo per la salute pubblica e per contenere il contagio il green pass conseguito per poche ore con un tampone – ha proseguito Bechis –. Ma quanto dura la protezione dei vaccini? La domanda al momento non ha una risposta ufficiale. Entrambi i colossi, Pfizer e Moderna, sono convinti che si farà entro la fine del 2022 una terza e una quarta vaccinazione, se non addirittura una quinta”. Previsioni non incoraggianti, tanto che il giornalista conclude così: “C’è sempre più l’impressione che tutti i grandi Paesi del mondo si stiano misurando con il virus come hanno fatto con i talebani in Afghanistan. Speriamo davvero che la guerra non finisca come è accaduto lì”.

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