Belgio, “arrivata seconda ondata coronavirus”/ Rebus su impatto: aumentano ricoveri

- Silvana Palazzo

Belgio, seconda ondata di coronavirus: l’annuncio di Steven Van Gucht, presidente del comitato scientifico sul Covid. Rebus su impatto: aumentano ricoveri e decessi ma…

Re Belgio in ospedale Covid
Coronavirus Belgio, la visita del Re Filippo con la Regina Mathilde al Regional Hospital Center di Liegi (LaPresse, 2020)

In Belgio è già seconda ondata di coronavirus. Steven Van Gucht, presidente del comitato tecnico scientifico sul Covid dell’Istituto di sanità belga non ha dubbi: «È chiaro che è arrivata la seconda ondata». A tal proposito, ha spiegato che il numero di infezioni in Belgio sta crescendo e che «non si tratta di un piccolo aumento». Al momento però è difficile fare previsioni sull’andamento dell’epidemia in questa seconda ondata che è cominciata. «Non sappiamo quanto durerà e quanto saliranno le curve». D’altra parte, si coltiva la speranza che abbia conseguenze meno drammatiche della prima: «Le misure messe in atto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale possono funzionare». In Belgio, nell’ultima settimana di luglio sono stati registrati in media 571,1 casi al giorno contro i 311,4 della settimana precedente. Ad oggi sono stati registrati dall’inizio dell’epidemia 70mila casi e poco meno di 10mila morti.

SECONDA ONDATA CORONAVIRUS: AUMENTANO RICOVERI

A proposito di inizio epidemia, il Belgio l’aveva inizialmente sottovalutata. Il forte aumento di contagio nella seconda metà di marzo ha spinto il governo belga a varare restrizioni più rigide, arrivando ad un lockdown simile a quello italiano. Sono infatti rimasti aperti solo negozi alimentari, farmacie e attività considerate essenziali. Invece alla popolazione è stato imposto di restare a casa, di uscire solo se necessario o per fare attività sportiva. A inizio maggio è stato avviato un allentamento graduale delle restrizioni, a giugno è stato annullato del tutto il lockdown, ma ora si registra una risalita di casi tale che si parla di seconda ondata. Quel che non è chiaro, ma sarà interessante capire anche per noi italiani, è l’impatto.

Il Belgio parla di una seconda ondata di coronavirus che dovrebbe avere conseguenze meno drammatiche, eppure non sono solo casi di asintomatici o con lievi sintomi, perché si registrano anche ricoveri ospedalieri e decessi. Non a caso Steven Van Gucht parla di «stabilizzare il numero dei ricoveri ospedalieri. Altrimenti si potrebbe finire molto rapidamente nella direzione sbagliata». Secondo Sciensano, autorità sanitaria belga, il numero di ricoveri ospedalieri è di 22 al giorno (lunedì 24,4), con un aumento del 21% rispetto alla settimana precedente. Invece i decessi sono 2,4 al giorno.

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