Belgrado, ancora proteste contro il lockdown in Serbia/ Seconda notte di guerriglia

- Davide Giancristofaro Alberti

A Belgrado sono proseguite anche nelle scorse ore le dure proteste contro il lockdown imposto dal presidente della Serbia: tutti i dettagli

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Belgrado, nuove proteste anti-lockdown (Youtube)

Sono durati praticamente 24 ore gli scontri a Belgrado, capitale della Serbia, dopo che il governo ha deciso di inasprire le misure di sicurezza per contenere l’epidemia di coronavirus. Come riferito dai colleghi dell’agenzia Ansa, manifestanti anti-governativi e la polizia si sono affrontati vis-a-vis almeno fino alla mezzanotte di ieri, mercoledì 8 luglio, prima che la folla si sia a poco a poco diradata e la polizia sia riuscita a riportare la situazione alla normalità. Numerosi residenti della zona, aizzati pare dai movimenti di estrema destra, erano scesi in piazza dopo la decisione del governo presieduto dal presidente di Aleksandar Vucic di istituire un coprifuoco notturno alla luce dei nuovi casi in aumento dell’epidemia di covid-19. Una decisione che non è andata a genio a molti, circa un migliaio di persone, che hanno dato vita ad una vera e propria guerriglia urbana lanciando sassi, bottiglie e fumogeni contro gli agenti in tenuta antisommossa, ma anche incendiando cassonetti e dando vita ad atti vandalici, mentre la polizia ha risposto a manganellate e lanciando gas lacrimogeni.

BELGRADO, PROTESTE CONTRO LOCKDOWN IN SERBIA: VUCIC FA UN PASSO INDIETRO

Per diverse ore il centro di Belgrado è stato il teatro di una vera e propria guerra, un campo di battaglia messo a fuoco e fiamme, che non a fatica è stato tenuto sotto controllo dalla polizia. Chiaro pensare che alla base delle proteste non vi fosse solo una disapprovazione delle nuove misure restrittive, ma probabilmente un astio radicato nei confronti del presidente Vucic e delle sua politica. I manifestanti, così come due notti fa, hanno tentato di assaltare la sede dell’Assemblea Nazionale, il parlamento locale, ma gli agenti sono riusciti a reggere l’urto creando un cordone di sicurezza a difesa dell’edificio governativo. Viste le veementi proteste, il presidente serbo ha deciso di venire meno alle restrizioni indette, cancellando il coprifuoco imposto da venerdì a lunedì, ma la mossa non è bastata. Alla fine la guerriglia si è conclusa con 23 arresti e 43 agenti della polizia feriti.

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