BENEDETTA MURACHELLI CHI È/ Quando poesia e prosa si confondono (Le Ragazze)

- Morgan K. Barraco

Benedetta Murachelli, chi è la poetessa e scrittrice protagonista oggi de “Le Ragazze” su Rai Tre: un esempio del suo talento…

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Gloria Guida, Le Ragazze

Benedetta Murachelli era una bambina molto timida, con grandi difficoltà ad esprimersi se ne parlerà stasera a Le Ragazze. Cresciuta negli anni Cinquanta e Sessanta, la futura poetessa di Peschiera Borromeo sentirà presto “Il bisogno di tradurre in comunicazione disagi inascoltati e costruirne risorse”, come dice a RecSando. Sullo sfondo la guerra e le sofferenze di tutti gli italiani, l’impossibilità di reperire la carta, le famiglie sempre meno attente ai piccoli di casa. Vivacissima, i genitori decideranno di farle continuare gli studi proprio per rimediare a questo lato del suo carattere indomabile. Riuscirà così a portare avanti i suoi interessi anche oltre le elementari, finendo però in un collegio di monache in cui vivrà dolori e tormenti di cui preferisce parlare di rado. Nonostante il forte amore per la scrittura, le difficoltà familiari obbligheranno la Murachelli a svolgere per cinque anni il lavoro di segretaria d’azienda, perpoi diventare supplente di scuola per altri dieci anni, prima di ottenere il ruolo. “Articolai un progetto per l’inserimento degli handicappati nella scuola pubblica, con conseguente chiusura delle scuole differenziali”, dichiara al sito Cortili in Versi. Sempre controcorrente per natura, proseguirà su questa strada anche in amore. Manterrà il segreto sul suo matrimonio, da cui nasceranno due figli. “Inevitabile etichettatura di ragazza madre”, dice riguardo a quel periodo, ritrovandosi a combattere per ottenere dei diritti e infine obbligata a rivedere il suo stato giuridico.

Chi è Benedetta Murachelli, Le Ragazze: un’infanzia ricca di contraddizioni

L’infanzia di Benedetta Murachelli è stata ricca di contraddizioni. Prima di essere ribattezzata come ‘cresta alta’ per via della sua abitudine di rispondere sempre, dimostrerà di essere una bambina timida che preferisce il silenzio e l’ombra. Cambierà tutto in poco tempo e il carattere determinato, coriaceo, le sarà di certo utile quando la vita la metterà di fronte a ostacoli imponenti. “Sangue caldo e matrimonio segreto e religioso praticamente nullo”, dirà er presentare il suo libro di racconti Cuori di pane zucchero e sale, dove parla a lungo della vita vissuta fra montagne ostili e l’assenza di servizi, quando aveva appena vent’anni e sentiva già il richiamo della libertà, di vivere un’avventura partendo dalla fuga verso Milano. Il sogno di trovare un lavoro, fare carriera, seguendo quel forte desiderio di affermarsi che si scontrerà con un’Italia più che bigotta, dalla mentalità antica e che non le perdonerà di essere diventata madre al di fuori di un matrimonio. “Le regole non erano fatte per me”, dice a Germogli d’arte parlando degli anni vissuti in collegio, prima di conseguire il diploma magistrale. “Mio marito era bello, atletico e soprattutto distratto”, dice invece del compagno che la spingerà senza volere fra le fauci delle malelingue. Non solo per quel divorzio, ma anche per l’aborto, per gli anni trascorsi a contestare e sperimentare dal punto div ista didattico.



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