Benzinai/ “Dal 30 novembre chiusi in tutte le autostrade se non riceviamo ristori”

- Davide Giancristofaro Alberti

I distrubutori di benzina autostradali saranno chiusi dal 27 novembre in notturna, e poi dal 30 anche di giorno, se non riceveranno i ristori

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Distributore benzina (Wikipedia)

Ancora pochi giorni poi i benzinai autostradali chiuderanno. A partire dal prossimo 27 novembre, come fanno sapere le sigle sindacali Faib Confesercenti, Fegica Cisl e Figisc/Anisa Confcommercio, attraverso una lettera inviata a Giuseppe Conte, il presidente del consiglio, sospenderanno le aperture notturne dei distributori di carburante in autostrada, e poi, dalla settimana seguente, dal 30 novembre, anche quelle diurne. “Constatato il pressoché azzeramento delle vendite a fronte del mantenimento dei costi fissi – si legge nella lettera, riportata poco fa dall’agenzia Ansa – dalla fine della prossima settimana non saranno più in grado di garantire l’apertura degli impianti. Con continuità e regolarità”. I sindacati chiedono al governo di estendere i provvedimenti contenuti nel Dl ristori anche alla categoria dei benzinai, sottolineando che “se non c’è mobilità, non ci sono erogati e non c’è fatturato. E i gestori non possono rimanere con gli impianti aperti a solo presidio del territorio”.

BENZINAI CHIUSI DAL 30 NOVEMBRE: “SERVE CONFRONTO”

Serve quindi un confronto con il governo il prima possibile, lamentando che “una sia pur minima interlocuzione – si legge ancora nella lettera – è sempre stata rifiutata dal Ministro Patuanelli e che permane una sorta di indifferenza alle problematiche sollevate”. Vengono quindi snocciolati i dati relativi al forte calo delle vendite di carburanti nel corso di questo anno che volge alla conclusione, parlando di “Un vero e proprio tracollo che porta a registrare perdite di erogato (e fatturato) superiore al 40% sulla viabilità ordinaria e di circa il 70% su quella autostradale”. I sindacati, alla luce di questo contesto di crisi, fanno presente che “non si sono concretizzati gli interventi ripetutamente annunciati quali il ‘trasferimento’ alle gestioni della riduzione delle royalties da parte dei concessionari autostradali agli affidatari e che la categoria è ancora in attesa dell’emanazione -da parte del Mise- dei decreti attuativi sui “contributi figurativi”, destinati al parziale ristoro dei gestori che, in autostrada, sono stati costretti ad essere aperti comunque, in ossequio al pubblico servizio essenziale”. Insomma, una situazione decisamente da risolvere, che rischia di lasciare a casa migliaia di lavoratori del settore, e nel contempo, di privare i cittadini di un servizio essenziale come quello del rifornimento sulle autostrade italiane.

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