Berlusconi “Governo Draghi non è formula per futuro”/ “Noi alternativi alla sinistra”

- Dario D'Angelo

Silvio Berlusconi su Il Corriere della Sera risponde ad Ernesto Galli della Loggia sul posizionamento di Forza Italia: centrista sì, ma mai con la sinistra.

Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi, Forza Italia (LaPresse, 2021)

Un intervento sul Corriere della Sera per chiarire la posizione di Forza Italia nello scenario politico. Silvio Berlusconi usa lo strumento della lettera per rispondere all’articolo firmato giovedì da Ernesto Galli della Loggia sullo stesso quotidiano. Lo storico aveva infatti suggerito al Cavaliere di “far ritornare Forza Italia a quella vocazione conservatrice-moderata di tono liberale che è geneticamente la sua“, uscendo così dalla “prigionia” di un’alleanza con la destra incarnata da Lega e Fratelli d’Italia che è rimasta “a metà del guado” rispetto alla presa di distanza dalle rispettive “origini eversive“.

Berlusconi, è il ragionamento di Galli della Loggia, dovrebbe invece sfruttare l’attuale condizione per impostare una sorta di politica dei “due forni“, facendo cioé da ago della bilancia tra destra e sinistra perché, come ha concluso, “anche con il 10 per cento dei voti si possono fare grandi cose“.

BERLUSCONI: MAGGIORANZA GOVERNO DRAGHI NON ESPRIME FORMULA POLITICA PER IL FUTURO

Silvio Berlusconi, nel suo intervento odierno sul Corriere della Sera, ha mostrato di non condividere tale impostazione. In primis, ha detto il Cavaliere, “il bipolarismo in Italia è certamente imperfetto, ma è un grande passo avanti verso la democrazia compiuta“. L’ex premier sottolinea infatti come “anche in Italia si è realizzata quella democrazia dell’alternanza che caratterizza i modelli ai quali da liberale mi piace guardare, a cominciare da quelli anglosassoni“. Rispetto alla situazione attuale, con il governo Draghi sostenuto dalla quasi totalità dei partiti, Berlusconi è netto nel dire che “non esprime una formula politica per il futuro: nel Regno Unito durante la Seconda guerra mondiale conservatori e laburisti governavano insieme, ma non per questo venne meno, dal giorno stesso della fine della guerra, il sistema di alternanza bipolare“.

Secondo Berlusconi, l’unico modo per esercitare pienamente l’identità e il ruolo di Forza Italia è dunque all’interno di una coalizione di centro-destra. Questo anche al netto delle differenze che la caratterizzano rispetto agli altri partiti. A tal proposito evidenzia come “ciò non è affatto in contraddizione con il bipolarismo né lo sarebbe con il bipartitismo, se un giorno arriveremo — come auspico — al partito unico del centro-destra. Negli Stati Uniti – scrive Berlusconi – Donald Trump e il mio amico George Bush stanno nel Partito repubblicano, pur avendo certamente un approccio molto diverso; così come nel campo opposto il presidente Biden e Alexandria Ocasio-Cortez nel Partito democratico esprimono culture e linee politiche ben differenti fra loro“.

BERLUSCONI: NO AI DUE FORNI, FORZA ITALIA ALTERNATIVA ALLA SINISTRA

Per la sua creatura, dunque, Berlusconi non rifiuta la “vocazione conservatrice-moderata di tono liberale” assegnatagli da Galli della Loggia, né rinnega il “posizionamento centrista“. Occorre semmai, spiega l’ex presidente del Consiglio, meglio definire la definizione di centro. “La nostra idea di «centro» – scrive – non è certamente il zentrum tedesco della Repubblica di Weimar, stabilmente al governo perché in grado di allearsi indifferentemente con la destra e la sinistra (per inciso, questo schema politico sfociò nella presa del potere, per via elettorale, di Adolf Hitler). È invece il centro del Partito popolare europeo, che noi orgogliosamente rappresentiamo in Italia, alternativo alla sinistra come lo sono la Cdu in Germania, il Partido popular in Spagna, i Repubblicani in Francia“. E ancora: “A differenza di altri Paesi, però, in Italia alla nostra destra non vi sono forze eversive o irresponsabili, tranne frange marginali, ci sono grandi partiti democratici, diversi da noi ma con i quali collaboriamo da 27 anni. Certo, ogni richiamo a consolidare la vocazione e l’identità di Forza Italia va esattamente nella direzione in cui sto lavorando. Non per realizzare un’improbabile politica dei «due forni», che non ci è mai appartenuta, ma per rafforzare il profilo liberale ed europeista di un centro-destra di governo, destinato a guidare il Paese dal 2023, che sarà possibile soltanto a queste condizioni“.

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