Berlusconi rinuncia a candidatura Quirinale/ La lettera: “Avevo voti, ma serve unità”

- Silvana Palazzo

Silvio Berlusconi rinuncia alla candidatura al Quirinale: si ritira dalla corsa per diventare Presidente della Repubblica. “Avevo voti, ma serve unità”. La lettera del leader di Forza Italia

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Silvio Berlusconi, Forza Italia (LaPresse, 2021)

Silvio Berlusconi rinuncia a candidarsi come Presidente della Repubblica per le Elezioni Quirinale 2022. Ora è ufficiale. Il leader di Forza Italia ha, infatti, annunciato il ritiro, ma con una lettera. Non l’ha fatto in prima persona quindi, ma la fedelissima Licia Ronzulli, collegata accanto ad Antonio Tajani dal pc di Berlusconi, ha letto la nota in apertura del vertice di centrodestra che si è svolto via Zoom, nel quale Forza Italia ha ribadito la sua linea: Mario Draghi deve restare premier, alla guida del governo. «Sono davvero grato, dal profondo del cuore, alle molte migliaia di italiane e italiani che, in questi giorni, mi hanno manifestato affetto, sostegno e incoraggiamento da quando il mio nome è stato indicato per la Presidenza della Repubblica», si apre così la nota integrale di Silvio Berlusconi letta dalla senatrice di Forza Italia. «Sono grato in particolare alle forze politiche del centro-destra che hanno voluto formulare la mia candidatura, ai tanti parlamentari di tutti gli schieramenti che hanno espresso il loro appoggio e il loro consenso, agli importanti esponenti politici stranieri, in particolare ai vertici del Partito Popolare Europeo, che si sono pronunciati a favore di questa proposta».

Silvio Berlusconi ha spiegato di aver voluto prima verificare la consistenza della sua eventuale candidatura: «Dopo innumerevoli incontri con parlamentari e delegati regionali, anche e soprattutto appartenenti a schieramenti diversi della coalizione di centro-destra, ho verificato l’esistenza di numeri sufficienti per l’elezione. E’ un’indicazione che mi ha onorato e commosso: la Presidenza della Repubblica è la più Alta carica delle nostre istituzioni, rappresenta l’Unità della Nazione, del Paese che amo e al servizio del quale mi sono posto da trent’anni, con tutte le mie energie, le mie capacità, le mie competenze».

“DRAGHI DEVE ANDARE AVANTI COME PREMIER”

Ma nel frattempo si è apertura una riflessione. «Nello stesso spirito, ponendo sempre l’interesse collettivo al di sopra di qualsiasi considerazione personale, ho riflettuto molto, con i miei familiari ed i dirigenti del mio movimento politico, sulla proposta ricevuta», ha scritto infatti Silvio Berlusconi nella lettera agli alleati. Quindi, ha fatto il punto della situazione: «L’Italia oggi ha bisogno di unità, al di là della distinzione maggioranza-opposizione, intorno allo sforzo per combattere la gravissima emergenza sanitaria, per far uscire il paese dalla crisi. La Nazione riparte nei momenti difficili se tutti sappiamo trovare, come avvenne nel dopoguerra, un senso comune di appartenenza nella nostra democrazia, superando le lacerazioni e al di là delle legittime ed anzi necessarie distinzioni». Quindi, il riferimento al presidente del Consiglio Mario Draghi. «Per queste ragioni sono stato il primo a volere un governo di Unità Nazionale che raccogliesse le migliori energie del Paese, e che – con il concorso costruttivo anche dell’opposizione – è servito ad avviare un percorso virtuoso che oggi più che mai, alla luce della situazione sanitaria ed economica, deve andare avanti. Per questo considero necessario che il governo Draghi completi la sua opera fino alla fine della legislatura per dare attuazione al Pnrr, proseguendo il processo riformatore indispensabile che riguarda il fisco, la giustizia, la burocrazia». Poi l’annuncio della sua decisione: «In questo stesso spirito, ho deciso di compiere un altro passo sulla strada della responsabilità nazionale, chiedendo a quanti lo hanno proposto di rinunciare ad indicare il mio nome per la Presidenza della Repubblica».

“VOGLIO EVITARE POLEMICHE E LACERAZIONI SUL MIO NOME”

Silvio Berlusconi, dunque, si ritira dalla corsa per il Colle, ha sciolto la sua riserva. «Continuerò a servire il mio Paese in altro modo, come ho fatto in questi anni, da leader politico e da Parlamentare europeo, evitando che sul mio nome si consumino polemiche o lacerazioni che non trovano giustificazioni che oggi la Nazione non può permettersi». Ma questo ora è il momento in cui il centrodestra deve confrontarsi per arrivare ad un nome per il Quirinale. «Da oggi lavoreremo quindi con i leader del centro-destra – che rappresenta la maggioranza nel Paese ed a cui spetta l’onere della proposta – per concordare un nome in grado di raccogliere un consenso vasto in Parlamento». A tal proposito, il leader di Forza Italia ha indicato la via da seguire: «Occorre individuare una figura capace di rappresentare con la necessaria autorevolezza la Nazione nel mondo e di essere garante delle scelte fondamentali del nostro Paese nello scenario internazionale, l’opzione europea e quella atlantica, sempre complementari e mai contrapponibili, essenziali per garantire la pace e la sicurezza e rispondere alle sfide globali». La nota integrale di Silvio Berlusconi si chiude con un auspicio: «Spero che il Parlamento e i rappresentanti delle Regioni sappiano compiere questa scelta nel tempo più breve possibile e con un’ampia convergenza».





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