Bimbi picchiati in asilo: maestre libere/ Cariati, Riesame annulla domiciliari

- Emanuela Longo

Bimbi picchiati in asilo: maestre libere dopo poche settimane di domiciliari, Tribunale del Riesame ha annullato gli arresti

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Bimbi picchiati in asilo, Vita in diretta

La vicenda risale allo scorso novembre, quando due maestre di un asilo di Cariati, nel Cosentino, erano state arrestate per i presunti maltrattamenti ai bimbi, documentati dai Carabinieri. Gli inquirenti, come riportava Lacnews24 avevano avuto modo di documentare una serie di maltrattamenti avvenuti in aula sia di natura fisica che psicologica compiuti dalle due insegnanti nei confronti dei piccoli allievi di età compresa tra i due e i cinque anni. Grazie alle immagini delle videocamere era stato così possibile sottolineare le violenze nei confronti di circa 20 bambini che frequentavano l’asilo. Le due donne furono immortalate mentre maltrattavano i bimbi. In due circostanze mentre i bimbi erano sdraiati a terra sarebbero salite sulle loro gambe. E poi, colpi alla testa, anche con l’uso di corpi contundenti, rimproveri immotivati, minacce ed insulti. Oggi però, quella vicenda terribile ha avuto una coda giudiziaria: il Riesame ha deciso di annullare gli arresti domiciliari a carico delle due maestre. “Noi mamme avevamo fiducia in loro, vergogna, sono state dei mostri”, hanno commentato le madri dei bimbi vittime dei maltrattamenti ai microfoni del programma La vita in diretta. La denuncia, come ricordato, fu fatta in modo anomalo, “c’è stata quasi vergogna nel denunciare i nostri bambini”, ha commentato in studio Andrea Delogu.

BIMBI PICCHIATI IN ASILO: MAESTRE LIBERE, RABBIA DELLE MAMME

Rosario Trefiletti ha commentato la vicenda dell’asilo degli orrori ed in studio ha tuonato: “la denuncia proviene da lì, non bisognerebbe avere minimamente nè paure nè vergogne, di fronte a questi fatti denuncia non è d’obbligo ma deve sorgere spontanea! Ma come si fa a toccare i bambini? Gli unici tocchi permessi sono carezze e baci nelle mani. Io mi pongo questo problema perchè da troppi anni si parla in Italia di mettere telecamere di sorveglianza in questi luoghi, sono stanco della polemica sulla privacy. A me della privacy su questi problemi non me ne frega nulla, bisogna difendere la salute dei bambini!”. Intanto oggi le mamme delle vittime stanno facendo un flashmob silenzioso urlando al tempo stesso la voglia di giustizia e legalità. Ai microfoni della trasmissione una delle mamme ha commentato: “i bambini tra sedute psicologiche e terapie stanno migliorando anche se i ricordi riaffiorano, mi rendo conto a quanti orrori hanno assistito e quante torture hanno subito, sono delle cicatrici che si porteranno dietro tutta la vita per questo voglio che questi due mostri paghino per tutto quello che hanno fatto”. Le maestre hanno provato a giustificarsi e hanno chiesto di poter parlare con queste madri. Uno dei legali ha commentato: “la signora respinge ogni accusa e si dichiara innocente. Le telecamere? Anche queste vanno scrutinate, nel contesto potrebbero essere episodi isolati. Ho sentito una donna affranta e sofferente”.

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