Bimbo salvato da trapianto dopo 18 mesi di cuore artificiale/ Ora il ritorno a casa

Bimbo salvato da trapianto dopo 18 mesi di cuore artificiale: salvata la vita ad un bambino di soli 3 anni, ecco la sua storia

Fecondazione assistita
Immagine di repertorio (Foto: Pixabay)

Ha vissuto 18 mesi con un cuore artificiale, prima di potere subire un trapianto e salvarsi. E’ questa la drammatica storia dal lieto fine di un bambino di soli tre anni di Torino, affetto dalla nascita da una grave forma di cardiomiopatia dilatativa, e che per più di metà della sua vita ha vissuto in un letto d’ospedale e attaccato ad una “macchina”. Da un anno e mezzo, infatti, il piccolo era connesso ad un cuore artificiale presso l’ospedale Regina Margherita, e da due anni, invece, era in attesa di ricevere un nuovo cuore che potesse salvarlo. L’organo è giunto finalmente nelle scorse ore da Bergamo tramite un elisoccorso del 118, che ha appunto messo a disposizione un volo di modo da ridurre al minimo le ore di trasporto. Nonostante le condizioni fisiche pre-operatorie del piccolo non fossero ottimali, come ricorda l’edizione online di TgCom24, alla fine i medici sono intervenuti portando a termine con successo l’operazione.

18 MESI CON CUORE ARTIFICIALE: TRAPIANTO SALVA BAMBINO

Ora il paziente, dopo il decorso post-operazione, potrà finalmente tornare a casa e iniziare di fatto una vita normale dopo mesi passati in una struttura ospedaliere. Al momento si trova ricoverato presso il reparto di Terapia Intensiva Cardiochirurgica diretto dal dottor Giorgio Ivani, in attesa poi del trasferimento in degenza e del ritorno fra le mura domestiche. Fino a poche ore fa il piccolo paziente era tenuto in vita da un cosiddetto Berlin Heart, un cuore di Berlino, un sistema artificiale che gli era stato impiantato a gennaio del 2018 dall’equipe della Cardiochirurgia pediatrica diretta dal dottor Carlo Pace Napoleone. Per un anno e mezzo il bimbo è stato coccolato dal personale medico e infermieristico della Cardiologia pediatrica diretta dalla dottoressa Gabriella Agneletti, che ha cercato di fargli trascorrere delle giornate quanto più possibili vicine alla normalità. Una vera e propria favola quella del bimbo torinese, salvato pressoché da morte certa grazie ad un cuore di un altro piccolo che purtroppo non ce l’ha fatta…



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