Bio-on, Ceo Astorri arrestato/ Titolo sospeso, 9 indagati: “Falso in bilancio e…”

- Niccolò Magnani

Bio-on, sospeso titolo in Borsa dopo l’arresto del Ceo Astorri e le indagini sui vertici: gravi accuse di falso in bilancio e manipolazione mercato nel settore bioplastica

Bio-on
Bio-on, gioiello della bioplastica (sito azienda)

Dalle grandi “prestazioni” a Piazza Affari allo scandalo odierno, dove nell’ambito dell’operazione “Plastic Bubbles” il titolo è stato pure sospeso in Borsa; a Bologna la società Bio-on attiva nel settore delle plastiche innovative è finita nel mirino della Guardia di Finanza e qualcuno ha già evocato lo spettro della Parmalat a seguito dell’arresto del suo CEO, Marco Astorri, e del fatto che altre nove persone risulterebbero indagate (tre di cui soggette a misure cautelari). Al momento l’accusa parla di falso in bilancio e manipolazione del mercato, a cui ha fatto seguito pure il sequestro da parte delle Fiamme Gialle di beni per circa 150 milioni di euro. Uno scandalo che promette di avere ripercussioni: pare che lo stesso Astorri avesse addotto adducendo come giustificazione il fatto che fosse “il sistema” ad aver indotto determinati comportamenti: “Abbiamo sbagliato a scriver certe cose, va bene, mi prendo il mio pezzo di responsabilità ma non è sempre colpa nostra” spiegava in un colloquio con un revisore della Ernst & Young e intercettato dagli investigatori, provando a convincerlo della sua condotta nonostante le riserve espresse da questi. (agg. di R. G. Flore)

TITOLO SOSPESO IN BORSA

Dopo l’arresto del Ceo di Bio-on, è stato sospeso il titolo in Borsa per il rischio fortissimo di “crac finanziario” dopo le denunce del fondo Usa e le conclusioni della Procura di Bologna. Come sottolinea il portale Investire.biz, le problematiche nella azienda un tempo gioiello dei trattamenti sostenibili della plastica erano note da tempo e stupisce il rallentato intervento della Consob: «Multipli spaventosi già nel 2018 quando l’azienda quotava 620 (capitalizzazione oltre il miliardo e pochi milioni di utile). Neanche Netflix è arrivata a simili eccessi». Non solo, «i clienti erano tutte società reali o fittizie, create ad hoc, caratterizzate da legami con il management della società»: accuse grave tutte già contenute nella denuncia di Quintessential che riteneva la Bio-on come una società che truccava i profitti e speculava col proprio titolo sui mercati. Come ha detto questa mattina il procuratore di Bologna Amato, «Vanno tutelate l’attendibilità e la genuinità delle informazioni date al mercato», ma è chiaro che la situazione per i vertici di Bio-on resta gravissima come ha sottolineato ancora il gip «Credo che si sia doverosamente intervenuti proprio per quella garanzia e tranquillità del mercato, per evitare che potesse esplodere con effetti ancora più devastanti una bolla economica che certamente avrebbe arrecato ancora maggiori danni».

ARRESTATO IL CEO DI BIO-ON

Come sempre accade negli scandali annunciati da inchieste e stampa bisogna sempre tener conto della difesa e della versione che daranno i diretti indagati, eppure lo scandalo che è nato in queste ore sulla Bio-on, la società italiana gioiello della bioplastica e quotata in Borsa, è a dir poco roboante. In tempi di costante lotta alla plastica “dannosa”, con la plastic tax che sta per sbarcare nella prossima Manovra 2020, la Bio-on è certamente un esempio virtuoso nelle plastiche sostenibili, fondata nel 2007 da Marco Astorri e Guido Cicognani con l’impianto di settore dal futuro ad altissimo potenziale. Ecco, i principali vertici della Bio-on da oggi sono indagati e non solo: arrestato ai domiciliari il presidente e fondatore Astorri mentre Guy Cicognani (socio e vice presidente del cda) e Gianfranco Capodaglio (presidente del Collegio sindacale) sono scattati interdittiva e divieto di esercitare ruoli direttivi di persone giuridica per ordinanza della Procura di Bologna. All’alba sono scattate le operazioni con perquisizioni nelle sedi di Bologna, nel Lazio e in Lombardia, con parallelo il blocco e sequestro dei beni per 150 milioni di euro. Insomma, un’azienda in ginocchio con una complessa trama di accuse e “origini” che nascono dall’inizio dell’estate 2019.

BIO-ON, SCANDALO NEL GIOIELLO DELLA BIOPLASTICA

L’operazione “Plastic Bubbles” del Comando provinciale della Guardia di finanza ha agito su impulso della Procura di Bologna ed è partita dalla denuncia del fondo Quintessential con sede a New York: in sostanza a luglio il fondo Usa di Gabriele Grego, spiega Repubblica, denuncia la Bio-on accusandola di essere una sorta di «nuova Parmalat a Bologna. Un castello di carte destinato al collasso totale, uno schema concepito dal management per arricchirsi sulle spalle degli azionisti». Accuse pesantissime ovviamente, con Astorri e Cicognani che passano al contrattacco denunciando il fondo americano e difendendo l’attività dell’azienda esempio-stella del mercato Aim, il settore delle piccole medie imprese di Borsa Italiana. Capacità produttiva, tecnologia e ricavi ottenuti con «società controllate da Bio-on» sono invece le accuse del fondo sulle quali la Procura ha iniziato ad indagare. Nell’inchiesta partorita e resa pubblica oggi si legge di falso in bilancio e manipolazione del mercato con nove indagati fra amministratori, sindaci, direttore finanziario e revisore. Il valore in Borsa di Bio-on aveva cominciato a vacillare negli scorsi mesi bruciando in poco tempo miliardi di euro. È di qualche giorno fa la notizia che i fondatori si erano impegnati a coprire quasi la metà dei 24 milioni di euro necessari a fare andare avanti Bio-on per i prossimi 12 mesi: oggi con gli arresti è chiaro che la situazione della Bio-on e dei suoi dipendenti si fa alquanto più oscura.

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