Udinese-Roma (0-1)/ Tanta amarezza ma anche una speranza

- Giovanni Bellina

GIOVANNI BELLINA commenta Udinese-Roma (0-1)dal punto di vista friulano: sconfitta immeritata per il gioco messo in mostra dalla squadra di Guidolin, che avrebbe meritato maggior fortuna

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Francesco Guidolin (Infophoto)

Il commento da tifoso questa volta sarà particolarmente caotico ma, spero, ben motivato, ieri infatti è stata una giornata di contrasti sotto diversi punti di vista. Anzitutto nei dati statistici, una delle squadre con il peggiore attacco della serie A come l’Udinese (quartultima dopo questa giornata) contro la miglior difesa d’Europa e la statistica non è certo cambiata: zero gol fatti daI friulani, zero subiti dalla Roma. Altri contrasti da segnalare sono stati quelli di gioco fra i calciatori, tanti e spesso puniti, a volte in maniera un po’ confusa che hanno portato a otto cartellini gialli e uno rosso. Contrasto notevole dal punto di vista concettuale fra il gioco dell’Udinese di oggi rispetto a quello di una settimana fa, voglioso e motivato oggi, impaurito e confusionario contro il Milan. Notevole anche la difficoltà della Roma a fare gioco senza due dei suoi giocatori più rappresentativi (Gervinho e Totti), oggi in giornata non proprio favorevole è riuscita a trarre il massimo risultato, senza rubare niente, ma onestamente senza meritarlo. Infine l’ultimo contrasto arriva dagli spalti, alle redazioni dei giornali e siti locali friulani sono arrivate molte segnalazioni per un episodio abbastanza curioso e per certi versi potenzialmente grave da più punti di vista. Molti abbonati della curva Sud (ricordiamo che lo Stadio Friuli è in ristrutturazione quest’anno) si sono visti la strada sbarrata ai loro posti abituali per fare spazio a tifosi romanisti giunti in gran numero dalla capitale. Non solo un trattamento inaccettabile quindi nei confronti degli abbonati, ma anche il potenziale pericolo che si poteva verificare vista la vicinanza fra le due tifoserie vista l’assenza di barriere e la sola, timida e probabilmente impaurita presenza degli stewards. Tornando alla partita il tifoso friulano deve, a mio parere, cercare di vedere il bicchiere mezzo pieno e soprattutto di immaginarselo colmo per il futuro. Ieri la Roma è stata ben arginata dai bianconeri, molta più gamba, molta più testa le armi degli uomini di Guidolin. Buone occasioni per i friulani, un palo di Muriel, un salvataggio sulla linea su pallonetto di Silva, una deviazione provvidenziale su tiro ravvicinato di Di Natale oltre che altre occasioni più marginali. E soprattutto si è vista voglia, cattiveria, intensità. La sconfitta è parzialmente ingiusta, il calcio è questo ed è bello per questo, il gol della Roma è frutto di cinismo ed un segnale positivo dal punto di vista caratteriale per una squadra che vuole sognare e pensare in grande, però difficilmente si può dire che l’Udinese meritasse la sconfitta, ma soprattutto è un dato oggettivo che l’Udinese ha creato di più della Roma. Non è bastato e forse questa sarà una chiave vincente per il proseguimento del campionato. Mercoledì si gioca contro il Sassuolo e la cattiveria di oggi, che non ha trovato sfogo nella vittoria, è auspicabile che si riverserà contro la squadra neo promossa. Probabile il turnover per il capitano bianconero, anche ieri non brillantissimo, spazio dunque a chi, dalla panchina, scalpita.

Buone prospettive quindi, intanto ieri ci si è goduti, a mio modo di vedere, un capolavoro tattico di Guidolin con un centrocampo e una trequarti che più dinamica non si poteva vedere, Lazzari, Badu, Pinzi, Pereyra e Muriel onnipresenti in ogni parte dalla metà campo in su e soprattutto interscambiabili. Guidolin ha bloccato le fasce a Garcia senza paradossalmente nemmeno usarle. Hertaux infatti ha spinto poco e Silva ieri era molto impegnato in copertura su Maicon e Florenzi. La grande forza di Guidolin è però anche, probabilmente, il suo limite. Il mister infatti ha bloccato la Roma e ha macinato di conseguenza più gioco, ma nel momento decisivo, quando c’è da minacciare il re avversario in una partita a scacchi perfetta l’allenatore di Castelfranco Veneto non ne ha approfittato. L’occasione in questo caso gliela dà su un piatto d’argento Maicon facendosi espellere ingenuamente per doppia ammonizione. Siamo al 21′ del secondo tempo, Guidolin fa il suo primo cambio al 31′ (Basta per Heurtaux) con Garcia che ha già rimediato tatticamente (Torosidis per Pjanic) e il secondo e il terzo al 40′ e al 45′ (Maicosuel per Lazzari; Ranegie per Muriel) quando ormai la Roma era in vantaggio. Troppa grazia, troppa umiltà, troppo tempo perso contro un’avversaria che non ha bisogno di regali avendo una difesa solida soprattutto grazie a due centrali mostruosi. E quando Garcia compie la scelta più prudente, togliere Borriello per Bradley, riesce anche in qualcosa che finora non era stato in grado di fare, toglie punti di riferimento ai difensori friulani che al momento di una ripartenza romanista attorno al 37′ arretrano troppo. Ljiaic, Strootman e Bradley avanzano impietosi, l’olandese ha spazio ed aspetta l’arrivo dell’americano che ha il tempo di prendere la mira ed insacca alle spalle di Kelava. Il tempo ci sarebbe anche per recuperare, ma la Roma è chiusa in difesa e soprattutto mette in campo l’orgoglio e la fame di raggiungere il primato delle nove vittorie consecutive, l’Udinese non riesce a reagire e paradossalmente è meno pericolosa di prima. Al fischio dell’arbitro un po’ di tensione dopo una bella gara giocata a viso aperto e che lascia qualche rammarico, ma anche la speranza di poter vendicarsi a Reggio Emilia contro il Sassuolo, il carattere, l’orgoglio e la voglia questa volta non possono essere lasciati a casa, bisogna dare tutto anche in trasferta. Amarezza e speranza, un altro contrasto, l’ultimo segnalato da chi vi scrive, d’altronde in questa giornata di calcio folle non bisogna dimenticarsi che quando si parla di Udinese si parla di due colori, il bianco e il nero.



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