Blue Whale Challenge, prima condanna in Italia/ 25enne soggiogava una minorenne

- Davide Giancristofaro Alberti

Blue Whale Challenge: prima condanna in Italia per il fenomeno delle sfide online. Una 25enne è stata condannata a 18 mesi per aver fatto da “curatore” ad una 12enne

balena_bluewhale_lapresse_2017
Immagine dal web

Una ragazza è stata condannata a 18 mesi di carcere per aver alimentato la Blue Whale Challenge, il famoso fenomeno basato su alcune sfide promosse via social e online, che mettono in serio pericolo la vita degli adolescenti. La Blue Whale Challenge è stata spesso e volentieri argomento di dibattito, in quanto secondo molti si tratta di una sorta di fake, di qualcosa che non esiste, ma evidentemente il giudice del tribunale di Milano, Angela Martone, l’ha pensata differentemente, arrivando appunto a condannare una ragazza, e sottolineando come la Blue Whale “non pare avere i connotati di una stabile associazione di persone realmente esistente, ma sembra piuttosto atteggiarsi quale fenomeno sociale spontaneo sviluppatosi per emulazione“.

Cinquanta le prove estreme a cui i ragazzi devono sottoporsi, “guidati” da altri utenti chiamati i cosiddetti curatori, che hanno il compito di spingere al limite i propri “adepti”, portandoli spesso e volentieri alla morte. La ragazza condannata è stata ritenuta colpevole e responsabile di aver indotto una giovane minorenne a compiere dei gesti autolesionistici e per questo è stata stabilita per lei una pena di un anno e mezzo di galera, con l’aggravante del fatto che l’imputata si sarebbe anche avvalsa “della forza intimidatrice derivante da associazioni segrete”.

BLUE WHALE CHALLENGE, PRIMA CONDANNA IN ITALIA: PENA SOSPESA

Si tratta di una sentenza storica, come ricorda l’edizione online de Il Fatto Quotidiano, visto che è la prima volta che qualcuno viene condannato in Italia per questo fenomeno sociale che resta ancora per certi versi oscuro: non si sa infatti da dove inizia, come e quando finisce, inoltre, non si conosce la reale portata dello stesso, nessuno sa dire in realtà quanti siano i giovani che si sottopongono a queste challenge online estremamente pericolose. La ragazza condannata ha 25 anni, e la pena di 18 mesi è stata sospesa con menzione per le accuse di atti persecutori e violenza privata aggravata. L’episodio è accaduto a Palermo e la vittima aveva solo 12 anni.



© RIPRODUZIONE RISERVATA