CORONAVIRUS ITALIA, BOLLETTINO MIN. SALUTE 21 NOVEMBRE/ 46 morti, 9709 casi, +8 t.i.

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Italia, i nuovi dati del 21 novembre: dati Ministero della Salute, 46 morti con 9709 nuovi casi e 520 in terapia intensiva

Ricciardi e Speranza
Walter Ricciardi e Roberto Speranza, Ministero della Salute (LaPresse, 2021)

Sono in tutto 9.709 i nuovi contagiati in Italia nelle ultime 24 ore secondo i dati diffusi dal Ministero della Salute nel bollettino quotidiano della domenica: mentre si studia nel Governo la strategia più idonea per far proseguire la somministrazione delle terze dosi e il pacchetto di misure verso il Natale, i numeri della pandemia nel nostro Paese continuano a crescere rimanendo però ad un livello ancora non esponenziale.

Sono purtroppo 46 i morti positivi al Covid tra sabato e domenica (133.177 da inizio pandemia), con 4.302 guariti e un numero di tamponi processati che sale a 487.109 nelle ultime 24 ore: il tasso di positività resta fermo al 2%, con il numero di italiani attualmente positivi che sale fino a 148.760 unità. A livello ospedaliero, la crescita del coronavirus in questa quarta ondata porta a 4.865 ricoverati totali (+103), di cui però 520 in terapia intensiva (+8 tra ieri e oggi).

BOLLETTINO COVID DI IERI

Il Covid cresce in Italia anche se non ai livelli di un anno fa e soprattutto non ai ritmi che vediamo in queste settimane in altri Paesi europei: il bollettino del Ministero della Salute diffuso ieri certificava un aumento di 11.555 nuovi contagi, con 49 decessi, un tasso di positività al 2% e un numero di tamponi processati ancora molto elevati nelle ultime 24 ore (574.812).

È però la situazione negli ospedali che al momento rende questa “quarta ondata” ancora con numeri accettabili e senza imminenti recrudescenze “verticali”: in attesa dei nuovi numeri del bollettino di domenica (come sempre in arrivo attorno alle ore 17, con aggiornamenti su questi stessi schermi), i ricoverati in reparti ordinari Covid al momento sono 4.250 (+105 tra venerdì e sabato) con 512 posti di terapia intensiva occupati in tutta Italia (stabili). Sono guarite ancora ieri 5.220 persone mentre le persone che al momento restano “positive” al tampone Covid sono 143.401 in tutto il Paese.

MINISTERO DELLA SALUTE: “NO LOCKDOWN MA SERVONO SCELTE GIUSTE”

Mentre il Governo si prepara a nuove misure/strette per le prossime settimane – previsto entro giovedì un Cdm per ridiscutere nuove forme di Green Pass con possibili riduzioni di validità e maggiori libertà solo per i vaccinati/guariti – sono emerse ancora ieri i nuovi dati del bollettino Iss che ribadiscono l’assoluta centralità e utilità dei vaccini anti-Covid, con in evidenza anche la necessità della dose booster (richiamo). Ad oggi infatti il tasso di decessi Covid tra i non vaccinati (65 su 100mila) è 9 volte superiore rispetto a quelli che hanno ricevuto il vaccino da meno di 6 mesi (7 su 100mila), mentre è 6 volte più alto rispetto a chi si è vaccinato con ciclo completo da oltre 6 mesi (11 su 100mila). Dal Ministero della Salute, per voce del consulente di Speranza Walter Ricciardi, giunge l’invito al Governo di non approntare alcun lockdow né obbligo vaccinale: «L’obbligo generale è una misura troppo divisiva ed estrema, vale la pena promuovere un green pass rafforzato che induca le persone a vaccinarsi». Semmai, spiega ancora il consulente del Ministro intervistato a “In Onda” su La7, occorre che vi sia l’obbligo per chi «professionalmente è a contatto con persone fragili. I bambini sono persone non vaccinate e fragili». Ma è sull’adeguamento del Green Pass e sulla terza dose da fare subito che occorre prendere un indirizzo molto rapido: «Noi abbiamo visto che dopo il ciclo vaccinale di base, a 6 mesi di distanza, c’è una diminuzione della protezione e c’è la necessità della terza dose. Il green pass di 12 mesi ha una durata eccessiva. Israele lo fa scadere automaticamente dopo 6 mesi, noi dobbiamo rivederlo in base all’effettiva protezione, che passa per la terza dose di richiamo. Io sono convinto che la gente si vaccinerà nuovamente».



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