CORONAVIRUS ITALIA BOLLETTINO SALUTE 30NOVEMBRE/ 672 morti, 16377 casi, 23004 guariti

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus in Italia oggi 30 novembre 2020: i dati del Ministero della Salute, il piano vaccini e l’arrivo del Dpcm. 672 morti, 16.377 nuovi casi e più di 23mila guariti

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LaPresse

Calano i contagi, più bassi dei guariti, diminuiscono i nuovi casi “effettivi” e le terapie intensive, mentre risalgono i ricoveri rispetto agli ultimi aggiornamenti: il bollettino del Ministero della Salute registra nuovi 16.377 casi di coronavirus nelle ultime 24 ore. Di questi, 672 sono purtroppo ancora vittime (55.576 da inizio pandemia), 23.004 i nuovi guariti-dimessi (su 757.507 totali) e diminuzione netta di 7.300 infetti rispetto alla giornata di ieri. Ad oggi in Italia sono positivi al Covid 788.471 persone: tra loro, 751.540 sono in isolamento domiciliare con zero o pochi sintomi, 3.744 sono le persone in terapia intensiva (-9 rispetto a ieri) mentre salgono di altre 308 unità i ricoveri nei reparti di degenza (33.187 totali). Dopo gli ultimi 130.524 tamponi (diminuzione consueta durante il weekend), il tasso di positività sale dello 0,9% fino all’attuale 12,5%: le Regioni più colpite vedono per una volta la Lombardia (+1.929 nuovi casi) “superata” da Emilia Romagna (+2041) e Veneto (+2.003). La Campania con 1.626 contagi e il Lazio con 1.589 sono gli altri territori più “colpiti” dal contagio tra sabato e domenica.

IL BOLLETTINO DI IERI

Sono in tutto 795.771 le persone ad oggi in Italia positive “ufficialmente” al coronavirus: dopo l’ultimo bollettino del Ministero della Salute diffuso ieri pomeriggio, i dati di questa seconda ondata confermano un andamento in “raffreddamento di curva”, eccetto per le vittime che purtroppo restano sempre in numero importante giorno dopo giorno. In attesa del nuovo bollettino Covid di questo lunedì 30 novembre – e in attesa degli interventi del Governo con l’imminente Dpcm regola “Natale” – addentriamoci nella situazione epidemiologica attuale del Paese: sono stati 20.648 i nuovi casi totali della domenica, di cui 541 morti, 13.642 guariti-dimessi e 6.463 l’aumento netto dei contagi in 24 ore. Al momento sono in tutto 759.139 le persone in isolamento domiciliare, 3.753 le terapie intensive occupate (-9 in 24 ore), 30.879 in reparti Covid-19 (-420 tra sabato e domenica): le aree ancora di maggiore diffusione del virus restano Lombardia, Campania, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, tutte tra i 1000 e i 3000 contagi al giorno.

CORONAVIRUS ITALIA: I VACCINI E IL RISCHIO TERZA ONDATA

«I due vaccini anti-Covid che usano la metodologia dell’Rna virale saranno sottoposti all’approvazione dell’Ema la prossima settimana e potremmo avere i primi due sieri come regalo di Natale», lo ha spiegato ieri sera il presidente del Consiglio Superiore di Sanità (e membro Cts) Franco Locatelli, intervistato da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. Dal 15 gennaio saranno possibili le prime somministrazioni di vaccino alle categorie più esposte e al momento sono Pfizer e Moderna i due farmaci giunti allo stadio finale e pronti al “piano di vaccinazione”: oggi ci sarà l’incontro tra il Commissario Arcuri e i rappresentanti di Pfizer per impostare la logistica della distribuzione da far scattare dal prossimo mese. In attesa del nuovo bollettino coronavirus di giornata che darà ulteriori riferimenti all’andamento epidemiologico, stamane raggiunto da Rai News24 ha parlato anche il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo «Condizione molto complessa, siamo su un plateau da più di 20mila contagi, perciò dovremo fare sacrifici importanti in vista dei ricongiungimenti familiari di Natale». Nei prossimi giorni il Dpcm “natalizio” verrà varato e le anticipazioni finora si sprecano, con l’indirizzo del Governo che sembra comunque andare verso un irrigidimento delle regole tra Natale ed Epifania. Intervistato da Agorà l’infettivologo dell’ospedale Sacco Massimo Galli lancia l’allarme: «E’ evidente che, se non si mantengono le precauzioni necessarie a limitare la diffusione dei contagi da Sars-CoV-2 non potremo che rivedere una situazione simile a quella che abbiamo già vissuto».

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