CORONAVIRUS ITALIA, BOLLETTINO SALUTE 4 DICEMBRE/ Oggi 814 decessi e 24.099 contagi

- Niccolò Magnani

Bollettino Coronavirus Italia, i dati del Ministero della Salute su contagi, ricoveri di oggi venerdì 4 dicembre: 24.099 nuovi casi di positività e 814 decessi; 206.059 tamponi effettuati

sandra zampa
Premier Conte al Ministero della Salute: Pierpaolo Sileri, Roberto Speranza e Sandra Zampa (LaPresse)

È da poco arrivato il consueto bollettino di aggiornamento relativo all’emergenza Coronavirus nel nostro Paese con i dati che si riferiscono alle ultime 24 ore: e, come comunicato da pochi minuti da parte del Ministero della Salute, rispetto al drammatico picco di ieri con i 993 decessi registrato (triste record dall’inizio della pandemia in Italia) il bollettino di oggi venerdì 4 dicembre parla di un lieve calo del numero dei morti mentre è leggermente in controtendenza il dato sui contagi. Rispetto a ieri ci sono infatti stati 814 nuovi decessi e 24.099 casi di positività al Covid-19, mentre i guariti sono 25.576. Passando a un altro indicatore molto atteso, ovvero quello della ‘pressione’ dell’epidemia sul sistema sanitario nazionale, si segnalano -30 persone nei posti letto delle Terapie Intensive e 572 ricoveri in meno; infine il dato sui tamponi effettuati nelle ultime 24 ore: sono stati 206.059 in totale con il tasso di positività che si attesta oggi all’11,7% e in marcato rialzo (+1,5 punti percentuali) rispetto a quella che era l’ultima rilevazione effettuata. (agg. di R. G. Flore)

DA OGGI IN VIGORE IL NUOVO DPCM: IL ‘DECRETO NATALE’

Da oggi e fino al prossimo 15 gennaio 2020 è in vigore il nuovo Dpcm firmato ieri dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: in sostanza, non cambia molto fino al prossimo 21 dicembre quanto, per effetto del “Decreto Natale”, verranno limitati spostamenti fuori Regioni anche in zona gialla (e divieto di uscire dai Comuni i giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno). Il contagio scende e la curva si raffredda, anche se solo ieri nel bollettino coronavirus diffuso dal Ministero della Salute il conto delle vittime è salito vertiginosamente a quasi mille morti in 24 ore: questo ci dice che l’emergenza è ancora in corso, seppur il report dei decessi sia storicamente l’ultimo a “diminuire” dopo una forte ondata di contagi. Oggi pomeriggio, assieme al monitoraggio Iss (che annuncerà un Rt nazionale a quota 0,91) sarà diffuso anche il nuovo bollettino Covid del Ministero: i due report assieme comporranno poi le valutazioni della cabina di regia circa i cambi di “colori” da adottare nei prossimi giorni. Sono in tutto 23.225 i contagi totali di ieri: 993 morti, 23.474 guariti, -1.248 l’aumento netto dei casi positivi tra mercoledì e giovedì. Al momento in Italia sono infettati dal coronavirus ben 759.982 persone: di queste, 724.613 le persone in isolamento, 3597 terapie intensive totali (-19 il saldo, ieri sono stati però 217 gli ingressi totali), 31.772 ricoverati in reparti Covid (-682). Ancora Lombardia, Piemonte, Veneto, Campania e Lazio sono le aree con più casi di contagio in 24 ore.

CORONAVIRUS ITALIA: IL PUNTO DEL MINISTRO SPERANZA

«Dobbiamo evitare la recrudescenza del virus all’inizio del prossimo anno. E i sacrifici degli italiani servono a questo. Abbiamo visto infatti che basta poco per ripiombare in situazioni pericolose, nei mesi estivi sono aumentati gli spostamenti e si è abbassata la soglia di attenzione e del rispetto delle regole e abbiamo pagato il prezzo. Ora nelle prossime settimane, dove con la pausa natalizia si riprendono le relazioni sociali, potrebbe essere un momento che ci rimette in difficoltà», ha spiegato il Ministro della Salute Roberto Speranza nell’intervista all’Healthcare Summit del Sole 24 ore. È lo stesso titolare della Sanità ad aggiungere subito dopo come «In 5 settimane siamo passati da un numero molto preoccupante (Rt ndr) di 1,7 a un dato di 0,91. Questo non significa uno scampato pericolo, la guardia va tenuta alta». Sui nuovi divieti del Dpcm 3 dicembre, Speranza conclude «Siamo costretti a chiedere qualche altro sacrificio. Questo non è bello per chi governa ma la linea del Governo non è dura, è necessaria».

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