CORONAVIRUS ITALIA, BOLLETTINO MIN. SALUTE 16 SETTEMBRE/ 1452 casi, 12 morti, +6 t.i.

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Italia, i dati del Ministero della Salute in arrivo oggi 16 settembre 2020: +12 morti, +1452 nuovi casi, 6 terapie intensive in più, 620 nuovi guariti

Governo Conte
Vertice Covid: Conte, Di Maio, Speranza, De Micheli, Borrelli e i viceministri Sileri e Zampa (LaPresse, 2020)

Sono purtroppo ancora 12 le vittime nelle ultime 24 ore, con 1452 nuovi casi di coronavirus in Italia e per fortuna solo 6 terapie intensive in più su tutto l’arco nazionale: il bollettino del Ministero della Salute del 16 settembre 2020 mostra come dall’inizio della pandemia sono 291.442 le persone contagiate da Covid-19, di questi 40.532 sono ancora positive al tampone attualmente, con crescita netta di 820 unità rispetto a martedì. Sono stati fatti 100.607 tamponi, ben 20mila in più di ieri e più del doppio di domenica scorsa: al netto di ciò, i dati restano in trend stabile d’aumento senza impennate pericolose. I morti per Covid salgono con gli ultimi 12 a 35.645 decessi, con anche 215.265 guariti-dimessi (+620) e 38.040 persone in isolamento domiciliare: salgono a 207 le terapie intensive occupate (+6) mentre i ricoverati nei reparti Covid sono 2.285 (+63 rispetto a ieri). Il bollettino del coronavirus di oggi mostra poi la Campania come la regione maggiormente colpita dai nuovi contagi (+186), segue Lazio con 165, Lombardia e Veneto con 159, Piemonte 117 ed Emilia Romagna 106.

IL BOLLETTINO DI IERI

Sono i nodi quarantena e scuola a rappresentare le maggiori incognite per l’evoluzione del coronavirus in Italia, al netto della crescita per ora stabile e lenta dei contagi e dei ricoveri: l’ultimo bollettino del Ministero della Salute pubblicato ieri ha registrato 1.229 nuovi casi in tutta Italia, con purtroppo 9 morti (2 in Lombardia), 695 nuovi guariti e 525 come aumento netto di persone attualmente positive al Covid-19. I tamponi ieri sono tornati a crescere esponenzialmente (+80.517) per cui ci si aspetta anche per oggi una più che probabile crescita dei casi a livello globale in tutto il territorio: da inizio pandemia sono in tutto 289.990 le persone contagiate da coronavirus, di cui 39.712 attualmente positive, 35.633 morti, 214.645 guariti-dimessi e anche 37.289 persone al momento in isolamento domiciliare. A livello ospedaliero, crescono le terapie intensive fino a 201 posti occupati (+4) e soprattutto i ricoverati in reparti Covid (2222, +100 in 24 ore); la Regione maggiormente colpita resta la Lombardia (+176 nuovi casi), segue Liguria con 141, Lazio 139, Campania 136 e Emilia Romagna 125.

CORONAVIRUS ITALIA: ANCORA CAOS QUARANTENA

Ma nell’attesa del nuovo bollettino coronavirus fornito come sempre dal Ministero della Salute, in Italia il doppio “nodo” che resta al momento insoluto riguarda i contagi a scuola e la discussione sulla durata della quarantena: se per il primo caso, ha spiegato oggi il consulente del Ministero Walter Ricciardi, si potrà avere un primo esito parziale sulla ripresa scolastica solo tra 14 giorni, sulle quarantenne il dibattito tra gli esperti è molto acceso. Ieri si attendeva la decisione del Comitato Tecnico Scientifico a riguardo ma l’esito è stato rinviato a nuovi aggiornamenti e approfondimenti nelle prossime settimane: l’Oms spinge per rimanere sui 14 giorni, Francia prova a tirare giù la quota a 7 giorni, diversi scienziati (come ad esempio il Patto Trasversale per la Scienza) hanno invece spiegato al Cts come l’ipotesi di 10 giorni potrebbe essere ideale in quanto la contagiosità dopo quella durata di isolamento precipita decisamente. Da ultimo, il viceministro della Salute Sileri ha spiegato ieri «Ridurre a 7 o 10 giorni la quarantena. E tampone obbligatorio alla fine. pero che venga accolta questa proposta». Oggi però sempre Ricciardi ha annunciato a Sky Tg24 che al momento «la linea è quella prudenziale del mantenimento dei 14 giorni […] permane sia da parte dell’Oms che dell’Ecdc l’indicazione a 14 giorni. Entrambe queste istituzioni ci dicono che, se si abbassa la durata – conclude l’ex Oms – si arriva a perdere il 10% dei casi».

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