LOMBARDIA, BOLLETTINO CORONAVIRUS 23 OTTOBRE/ +4.916 casi positivi, boom ricoverati

- Niccolò Magnani

Coronavirus in Lombardia, il bollettino di oggi 23 ottobre 2020: aggiornamenti su ricoveri, vittime e contagi. Fontana “o funziona il coprifuoco o lockdown possibile”

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Attilio Fontana, governatore di Regione Lombardia (Foto LaPresse)

Pochi istanti fa è stato reso noto il bollettino coronavirus della Lombardia di oggi, venerdì 23 ottobre 2020. Come riportato dalla Regione, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 4.916 casi positivi, di cui 305 debolmente positivi e 31 individuati a seguito di test sierologici. Da mettere in risalto anche l’alto numero di tamponi processati, quasi 37 mila. Riflettori accesi sulla provincia di Milano, che ha rilevato 2.399 infettati nelle ultime 24 ore, di cui 1.126 Milano città. Alto il numero di positivi anche nelle province di Monza e Brianza (752) e Varese (301). Purtroppo dobbiamo registrare 7 decessi per Covid-19, totale di 17.159 vittime dall’inizio dell’emergenza sanitaria, mentre il dato dei guariti ha raggiunto quota 88.536, +477 rispetto a giovedì. Infine, l’importante aumento di ricoverati negli ospedali della Lombardia: +28 pazienti in terapia intensiva (184) e +318 pazienti negli altri reparti Covid (2.013). (Aggiornamento di MB)

 

BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA, GLI AGGIORNAMENTI DI IERI

Con 4.125 nuovi casi e 29 morti ancora ieri la Lombardia ha aggiornato i numeri critici di questa “seconda ondata” in corso ormai da due settimane: il bollettino coronavirus emesso da Palazzo Lombardia – in attesa dei nuovi aggiornamenti in arrivo questo pomeriggio dopo le ore 16.30 – mostrava ieri più di 4mila casi con appunto 29 vittime (su 17.152 totali da inizio pandemia), 468 guariti-dimessi, 202 debolmente positivi, 29 a seguito di test sierologico. Al momento in Lombardia, a fronte di altri 35.715 tamponi processati (primi in tutta Italia) sono positivi al Covid 35.518 persone: di queste, 156 sono ricoverati in terapia intensiva (+22), 1695 ricoverati con sintomi (+174) e 33.677 gli isolamenti domiciliari con pochi o zero sintomi. Questo pomeriggio, come annunciato ieri da Regione Lombardia, riapre il Covid Hospital di Fiera Milano: «Nel pomeriggio è previsto l’arrivo dei primi 6 pazienti contagiati dal Covid. Arrivano dalla Rianimazione di un altro ospedale», ha spiegato l’ideatore dell’ospedale Fiera Guido Bertolaso, «In una settimana – ha aggiunto – arriveranno una trentina di malati, e fino a 45».

CORONAVIRUS LOMBARDIA, IL PUNTO DI FONTANA

A livello di diffusione del contagio in tutta la Lombardia, il bollettino di ieri registrava ancora Milano come la più “rischiosa” per contagi Covid al momento non solo in regione ma in tutta Italia (assieme a Roma, Napoli e Genova, incide ovviamente la circolazione delle persone e la massima densità abitativa): 2.031 i nuovi casi in 24 ore, 917 quelli nella sola città, segue Monza con 298 contagi, Varese 393, Como 328, Brescia 194, Bergamo 129, Pavia 167, Sondrio 95, Lecco e Cremona 70, Lodi 79, Mantova 83. Da ieri è in vigore il coprifuoco di tre settimane in tutta la Lombardia, con l’ennesimo sacrificio di libertà e spostamenti imposto in questo 2020 ai cittadini lombardi: il Presidente Fontana, dopo le schermaglie ieri avvenute con la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, oggi torna sulla necessità di far rispettare queste misure molto «pesanti», come le definisce, «Sono in corso valutazioni tecniche, siamo in contatto costate col Comitato tecnico ristretto che valuta i numeri e giorno dopo giorno cerchiamo di mettere in pratica cosa ci consiglia. I reciproci dati possono essere utilizzati da entrambi. Se con i provvedimenti assunti il contagio dovesse rallentare, si potrebbe evitare. Se l’impennata dovesse continuare, può darsi si prenda un provvedimento diverso». Ancora Fontana ha poi spiegato di essere preoccupato per la situazione di terapie intensive e ospedalizzazioni: «Mi rendo conto sia difficile, dopo quanto successo tra marzo e maggio, chiedere ai cittadini altri sforzi. Alle persone fragili e agli anziani: rimanere in casa il più possibile e isolati il più possibile». Tornando sul fronte scuola e trasporti, Fontana conclude sempre a Sky Tg24 «O riduciamo la gente che va a scuola o quella che va al lavoro: se l’impennata di contagi continua possibile un lockdown».



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