BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA 19 OTTOBRE/ I dati: 1.687 casi e 6 vittime

- Niccolò Magnani

Il bollettino coronavirus Lombardia di oggi segnala una curva in flessione rispetto a ieri ma a causa dei pochi tamponi processati: tutti i dati aggiornati

bollettino coronavirus lombardia
Regione Lombardia, Attilio Fontana e Giulio Gallera (LaPresse)

Sono stati resi pubblici poco fa i primi dati relativi al bollettino coronavirus Lombardia di oggi, lunedì 19 ottobre. Come di consueto i numeri del contagi sono profondamente in calo il primo giorno della settimana, ed oggi nella regione più colpita dal coronavirus si registrano 1.687 nuovi casi di positività, con l’aggiunta di sei persone decedute. Numeri decisamente rimaneggiati rispetto a ieri, quando i nuovi casi erano stati ben 2.975 a fronte però di quasi 31mila tamponi. Oggi i test processati sono stati invece quasi 15mila, (14.577 per l’esattezza) meno della metà del totale di ieri. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati anche 341 nuovi guariti/dimessi, per un totale aggiornato di 86.738 dallo scorso 21 febbraio, giorno di inizio della pandemia. Il computo dei contagi segna invece la cifra 128.465, mentre i morti sono stati 17.084 fino ad oggi. Infine, per quanto riguarda la situazione ospedaliera, il numero dei pazienti è salito di 71 unità (totale 1.136), con 3 casi in più in terapia intensiva (113 il computo aggiornato). (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

 

BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA, DATI 19 OTTOBRE: GALLERA “FERMARE SUBITO CONTAGIO”

Con il nuovo Dpcm in vigore da questa mattina, anche la Lombardia si appresta ad affrontare la crescita di contagi e ospedalizzazioni che il coronavirus ha “costretto” in queste ultime 2 settimane e che non accenna a diminuire: dopo l’ultimo bollettino di ieri, la Regione Lombardia ha fatto scattare la “fase 3” con la riconversione di reparti e letti per l’emergenza Covid e la sospensione degli interventi chirurgici e ambulatoriali rimandabili. Ieri il bollettino coronavirus segnalava 2.975 nuovi contagi con incremento di tamponi a 30.981: di questi nuovi positivi, 170 lo sono “debolmente”, 28 a seguito di test sierologico, purtroppo 21 i morti in 24 ore (17.078 totali da inizio emergenza) e +1.285 guariti-dimessi sul computo totale a 86.397. Ad oggi in Lombardia sono attivi col virus Sars-CoV-2 23.294 persone: di questi, 110 in terapia intensiva (+14), 1.065 ricoveri con sintomi nei reparti Covid (+122 rispetto a sabato) e 22.119 persone con zero o pochi sintomi in isolamento domiciliare.

CORONAVIRUS LOMBARDIA: L’ALLARME DI GALLERA

A livello di diffusione nei territori del coronavirus, l’ultimo bollettino disponibile – in attesa dei nuovi aggiornamenti in arrivo dopo le ore 16.30 sui canali di Palazzo Lombardia – vede ancora Milano come l’area più colpita con 1.463 nuovi casi (+727 nella sola città): segue Monza con 353 casi, Varese 354, Como 154, Brescia 93, Bergamo 89, Lodi 62, Lecco 60, Cremona 46, Mantova 24 e Sondrio 23. «Aumentano i ricoveri in terapia intensiva e sono in costante crescita anche i casi positivi. La situazione è critica in Lombardia, ma in particolare a Milano e nella Città metropolitana. Occorre l’aiuto di tutti i cittadini per fermare la corsa del virus», ha spiegato ieri commentando l’ultimo bollettino Covid Walter Bergamaschi, direttore generale Ats Milano. «Temo che nelle prossime ore il numero dei soggetti positivi possa ulteriormente incrementare e mettere sempre più sotto pressione gli ospedali. Cercheremo di rafforzare il rapporto con i medici di famiglia, che hanno un ruolo decisivo nel segnalare casi sospetti e sorvegliare i pazienti fragili. Oggi più che mai il loro ruolo può essere fondamentale, lavorando in rete con le Ats e seguendone le indicazioni», conclude allarmato il dirigente sanitario. Su Facebook invece l’assessore al Welfare Lombardia Giulio Gallera raccomanda massima cautela ai cittadini per collaborare all’emergenza attuale: «Siamo consapevoli di chiedere a tutti dei sacrifici ma l’obiettivo che ci poniamo è quello di riuscire bloccare la crescita del contagio e riportare la diffusione del virus ad un livello di gestibile convivenza. Speriamo che poche settimane di sacrifici possano evitare sacrifici ben più grandi, quali un altro lockdown».



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