LOMBARDIA, BOLLETTINO CORONAVIRUS 30 OTTOBRE/ +8.960 casi, allarme Milano

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Lombardia oggi 30 ottobre, i dati su ricoveri, vittime e contagi: l’immunologa Viola lancia l’allarme “subito lockdown regionale”

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Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia (Foto LaPresse)

Non conosce sosta l’aumento di casi positivi in Lombardia come evidenziato dal bollettino coronavirus di oggi, venerdì 30 ottobre 2020. La Regione ha reso noto che nelle ultime 24 ore sono stati annotati 8.960 casi positivi su 46.892 tamponi processati: di questi nuovi infettati, 356 sono debolmente positivi e 59 sono stati individuati a seguito di test sierologico. Come già sottolineato nel corso delle ultime settimane, riflettori accesi sulla provincia di Milano: quasi 4 mila casi in più rispetto a ieri, di cui 1.607 Milano città. Tra le province più colpite anche quelle di Monza e Brianza (988) e di Varese (804). In lieve ribasso – ma comunque considerevole – il dato dei nuovi decessi: +48 per un totale di 17.462 vittime di Covid-19 dall’inizio dell’epidemia. Buon balzo in avanti per quanto riguarda i guariti – +1.567 nelle ultime 24 ore – mentre prosegue l’aumento di ricoverati negli ospedali della Lombardia: +25 pazienti in terapia intensiva (370) e +343 pazienti negli altri reparti Covid (3.698). (Aggiornamento di MB)

 

BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA, GLI AGGIORNAMENTI DI IERI

La Lombardia e la Campania, sono sempre queste due le Regioni più “sotto la lente” del Governo e del Ministero della Salute per l’evoluzione del contagio da coronavirus in questo difficile mese di ottobre: ancora ieri il bollettino di Regione Lombardia mostrava un aumento di ben 7339 nuovi casi totali, con 57 morti (su 17.414 totali da inizio pandemia), 242 debolmente positivi, 45 con test sierologico, 804 guariti-dimessi (su 92.567 totali). La situazione del Covid non è dunque ancora a livelli di marzo, ma lo stress sugli ospedali è forte soprattutto nei reparti Covid (meno per la rianimazione, ancora non in estrema sofferenza) e così si torna a “intravedere” un lockdown regionale che fino a ieri il Governatore Attilio Fontana ha escluso, così come il sindaco di Milano Giuseppe Sala: ad oggi in Lombardia sono positivi al coronavirus 67.884 persone, di cui 64.184 in isolamento domiciliare con pochi o zero sintomi, 3.355 ricoverati con sintomi in ospedale (+283 solo nella giornata di ieri) e 345 terapie intensive occupate (con aumento di 53 unità in 24 ore). Le aree più colpite restano ancora Milano (3211 nuovi casi ieri), Monza 930, Varese 920, Como 573, Brescia 382 contagi nuovi.

CORONAVIRUS LOMBARDIA: VIOLA (IMMUNOLOGA) “SUBITO LOCKDOWN”

«Non si può andare avanti con un decreto ogni 15 giorni. Bisogna individuare subito i comuni più colpiti e metterli in lockdown. L’alternativa? A Natale avremo tutta Italia chiusa in casa», si dice convinta la professoressa ordinaria di patologia generale e immunologa dell’università di Padova Antonella Viola, in riferimento al lockdown da approntare subito su Lombardia e Campania. Si aggiunge dunque la nutrita fila di esperti che valuta un provvedimento diretto per la Lombardia in attesa di capire cosa fare a livello nazionale con un confinamento in “stile” Germania o Francia: «dove gli ospedali sono in crisi, come Lombardia o Campania. Ma non serve un lockdown generalizzato. Occorre studiare il territorio e chiudere dove il virus circola di più, anche a livello di singoli comuni», conclude l’immunologa intervistata da La Repubblica. Interpellato sul fronte emergenza sanitaria, l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha risposto così ieri al convegno “Servizio sanitario regionale: una riforma da riformare?” organizzato da Anaao-Assomed Lombardia: «Il Covid, soprattutto in quel momento ma è quello che ahimè stiamo vedendo nella seconda ondata, non è legato al tema dei medici di medicina generale. Il Covid ci ha sbattuto in faccia con grande violenza la grande mediocrità delle politiche nazionali sanitarie dal 2010 a oggi. Questa è la realtà».



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