BOLLETTINO CORONAVIRUS VENETO, +45 INFETTI/ Dati 2 agosto, boom isolamento, +179

- Davide Giancristofaro Alberti

Bollettino coronavirus Veneto, sono 45 i nuovi casi scoperti nella notte, ma le vittime sono rimaste ferme a quota 2.045. I dati di questa mattina

Conte e Zaia
Premier Giuseppe Conte e Governatore Veneto Luca Zaia (LaPresse)

E’ stato diramato pochi minuti fa il primo bollettino della regione Veneto sull’epidemia di coronavirus. Alle ore 8:00 di domenica 2 agosto, i nuovi casi scoperti sono stati in totale 45, per un computo aggiornato da quando è scoppiata l’emergenza pari a 20.211. I positivi attuali in regione sono invece 1.034, numero che è aumentato di 33 unità rispetto alla serata di ieri. Per quanto riguarda il numero di pazienti ricoverati negli ospedali, sono in totale 114 i negativizzati virologici (dato cresciuto di una unità), mentre sono rimasti stabili i negativi nelle terapie intensive, pari a 7. Decrescono invece i positivi nei reparti “normali”, pari a 27 (-1), mentre sono rimasti anche in questo caso stabili i covid in rianimazione, pari a 4. Bene il numero delle vittime, che è rimasto fermo a quota 2.045 dallo scoppio dell’emergenza, mentre i dimessi e i negativizzati sono in totale 3.766 e 17.102 (+12). Infine, nuova importante crescita delle persone in isolamento domiciliare, pari a 4.090 (+179). (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

BOLLETTINO CORONAVIRUS VENETO: 1.019 CASI ATTIVI IN REGIONE

E’ domenica 2 agosto e come di consueto è atteso il doppio bollettino sul coronavirus in Veneto, comunicazione che giungerà nella mattina e poi in serata, dopo le ore 17:00. Stando agli ultimi dati dell’Azienda Zero, quelli di ieri sera, attualmente in regione vi sono 1.019 persone affette da coronavirus. Stabili i numeri riguardanti i ricoverati positivi, leggasi 33 in totale, di cui solo quattro però in terapia intensiva. Tenendo conto anche dei pazienti negativizzati, il numero di letti occupati sale a 121, e 7 di essi sono in rianimazione. Per quanto riguarda invece le persone dimesse dallo scorso 21 febbraio, giorno di inizio dell’emergenza, il numero è salito a quota 3.766, mentre le vittime sono rimaste ferme a quota 2.074 (di cui 1.451 negli ospedali), e questo è senza dubbio il dato migliore della giornata. La provincia di Treviso, dopo il focolaio scoperto nel centro di accoglienza, continua ad essere la più infetta con ben 276 casi, seguita da Padova a 268. Più staccata troviamo Venezia a 145, con Verona a 75 e Vicenza a 71. Chiudono Belluno e Rovigo con 15 casi a testa.

BOLLETTINO CORONAVIRUS VENETO, PARLA IN SINCADO DI ODERZO

Nella giornata di ieri è uscita allo scoperto Maria Scardellato, sindaco di Oderzo, il comune del trevigiano che ospita l’ex caserma, ora centro di accoglienza per richiedenti asilo, dove è scoppiato il noto maxi focolaio: «Il centro dovrebbe essere chiuso anche per ragioni sanitarie – ha spiegato in data 1 agosto ai microfoni de Il Gazzettino – andava chiuso pure prima dell’emergenza coronavirus. Adesso c’è un motivo in più – mette in chiaro Maria Scardellato, sindaco di Oderzo – non si capisce perché le case di riposo sono state completamente isolate, mentre non è successo lo stesso con strutture di questo tipo che ospitano centinaia di persone. Un contagio all’interno avrebbe un effetto disastroso. Ci aspettavamo delle risposte dallo Stato. Fino a questo momento, però, non è stata trovata alcuna soluzione. Ci auguriamo che almeno non ci sia l’irresponsabilità di far arrivare altri immigrati. Almeno questo». Ed ora il sindaco chiede la conta dei “danni”: «Su questo fronte servono accordi a livello generale. C’è anche da valutare chi pagherà tali attività, credo che chi ci ha imposto situazioni di accoglienza simili, dove c’è una stretta convivenza tra centinaia di persone, dovrebbe anche far fronte alle attuali conseguenze».

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