BOLLETTINO LOMBARDIA 15 GIUGNO/ Video conferenza stampa: +259 casi e 8 morti

- Niccolò Magnani

Bollettino Regione Lombardia, oggi i dati del 15 giugno 2020: diretta video streaming conferenza stampa, contagi e decessi. La fase 3 e il punto di Fontana

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Regione Lombardia, Attilio Fontana e Giulio Gallera (LaPresse)

Quasi tutti i nuovi contagi registrati oggi in Italia sono della Regione Lombardia. Dei 303 tamponi positivi rilevati nelle ultime 24 ore, la maggior parte sono appunto in Lombardia. I nuovi positivi sono 259, quindi l’85,4% dei nuovi contagi. L’aumento dei casi porta quindi il rapporto tra casi e individui testati al di sopra del 6 per cento, nettamente in aumento rispetto ai giorni precedenti. Nel dettaglio, i casi attualmente positivi sono 15.976 in Lombardia. Di queste 94 sono in terapia intensiva (+0), 2.018 ricoverati con sintomi (-98), 13.864 in isolamento domiciliare (+85). Invece i morti totali sono 16.457 (+8), mentre i guariti salgono a 59.484 (+264). Molto basso il numero dei test: sono stati effettuati tamponi per 4.298 persone, con un rapporto tra nuovi positivi (259) e nuovi individui sottoposti a tampone pari al 6,03%. Quando vi scriviamo, non è ancora disponibile il bollettino della Regione Lombardia con i dati provinciali. (agg. di Silvana Palazzo)

VIDEO CONFERENZA STAMPA LOMBARDIA

Qui di seguito la conferenza stampa di Regione Lombardia con l’assessore agli Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni Massimo Sertori per parlare dell’ultima ordinanza della Regione e per approfondire i temi della montagna in Lombardia. Appuntamento a tra poco per il bollettino coronavirus di oggi, lunedì 15 giugno 2020

BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA, I DATI DEL 14 GIUGNO

Crescono sia i contagi che il rapporto tra tamponi effettuati e numero di positivi al coronavirus: questo ha detto l’ultimo bollettino della Regione Lombardia uscito domenica, in attesa dei nuovi aggiornamenti in arrivo oggi pomeriggio con la consueta conferenza stampa in diretta video streaming dalle ore 17 sui canali di Palazzo Lombardia e Lombardia Notizie Online. Nel giorno in cui riaprono altre attività, seguendo il Dpcm 11 giugno del Premier Conte e le relative ordinanze confermate dalla giunta Fontana, a preoccupare l’Italia intera sono quei 72% di nuovi casi (244 su 338) segnalati ieri nella sola Lombardia. Sono in tutto 91.658 le persone colpite dal coronavirus da inizio pandemia, ma 15.989 ancora positive (-796 rispetto a sabato), con purtroppo ancora 21 decessi che si aggiungono al totale di 16.449 morti in Lombardia: al netto di 9.336 tamponi effettuati ieri (892.641 totali), oltre ai 244 nuovi casi si registrano anche 1.019 guariti e un sistema ospedaliero comunque sempre meno carico di reparti Covid. 94 terapie intensive occupate (-2) e 2.116 ricoverati non gravi (-136): il rapporto tra tamponi effettuati e persone positive vede salire fino a 2,6% mentre sabato era al 2,2% e venerdì all’1,8%.

CORONAVIRUS LOMBARDIA: IL PUNTO DI GALLERA E FONTANA

«Ci sono molti tamponi debolmente positivi riscontrati in seguito ai test sierologici tra i 244 nuovi casi positivi in Lombardia», ha spiegato ieri l’assessore al Welfare Giulio Gallera provando a spiegare i timori e le preoccupazione per quel numero di contagiati che non riesce a diminuire di netto in questa fase 3. Il bollettino in conferenza stampa oggi darà ulteriori indicazioni, ma intanto Gallera sottolinea come la situazione attuale «secondo gli esperti, in base a quanto riferito dalle strutture delle Ats e dell’unità di prevenzione di Regione Lombardia, può essere determinata dalla presenza pregressa del virus nell’organismo e non a nuove insorgenze. Il coordinamento della rete ospedaliera evidenza un aumento del numero dei guariti e dei dimessi dagli ospedali». In serata è stato poi il Governatore Attilio Fontana a rispondere ulteriormente alle critiche giunte contro la Regione Lombardia per la gestione del Covid-19: «Abbiamo commesso errori di comunicazione? Forse, probabilmente, ma sfido chiunque a vivere in trincea, sotto il fuoco nemico, ed essere esente da qualunque giudizio. Ora siamo nella fase dell’analisi e della valutazione, lo stress dell’emergenza ha evidenziato capacità e procedure da migliorare».



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