BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA/ Video conferenza stampa: +65 morti, +316 casi

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Lombardia, la diretta della conferenza stampa con i dati sull’emergenza sanitaria aggiornati a oggi, giovedì 21 maggio.

Regione Lombardia
Coronavirus in Lombardia: Attilio Fontana e Giulio Gallera (LaPresse, 2020)
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Bollettino coronavirus della Lombardia di oggi in linea con i dati di ieri. Come annunciato dalla Regione in conferenza stampa, nelle ultime 24 ore sono stati registrati + 65 morti (stesso dato registrato mercoledì) e +316 casi positivi (in lieve rialzo), per un totale di 15.727 decessi e 86.091 contagiati. Confortanti le notizie che arrivano dagli ospedali lombardi: -5 ricoverati in terapia intensiva (226) e -162 ricoverati negli altri reparti Covid (4.119). Infine, +207 guariti per un totale di 43.649.

Questa l’analisi dell’assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato: «Dobbiamo ricordare che oggi sono 90 giorni dal 21 febbraio, quando fummo investiti da questo tsunami. I dati sono positivi, le terapie intensive e gli altri reparti Covid diminuiscono: un segnale che stiamo andando verso la famosa uscita dal tunnel che tutti stiamo aspettando». Qui di seguito le slide e la conferenza stampa dal Pirellone. (Aggiornamento di MB)

 

 

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BOLLETTINO CORONAVIRUS LOMBARDIA, I DATI DEL 20 MAGGIO

I contagi scendono ancora e rilevano un rischio non più “alto” per la Regione Lombardia, stando ai dati di monitoraggio dell’Osservatorio sulle Regioni: dopo l’ultimo bollettino coronavirus disponibile prima del 21 maggio – e diffuso come sempre in conferenza stampa da Palazzo Lombardia ieri pomeriggio – se è vero che sono purtroppo saliti ancora i decessi (+65, erano 24 lunedì e 54 martedì) calano però tutte le altre voci del bollettino. +294 casi positivi registrati che fanno schizzare il dato generale a 85.775, di cui però “solo” 26.671 attualmente positivi con decremento di 620 malati in un solo giorno. Il bilancio generale delle vittime sale drammaticamente a 15.662 mentre sono ancora ottime le notizie dagli ospedali: -13 ricoverati in terapia intensiva (231 totali) e -145 ricoverati negli altri reparti Covid (4.281).

È ancora ottimo il numero di guariti registrati dal bollettino Regione, +849 tra martedì e mercoledì: «I dati fanno ben sperare, c’è un graduale ma costante ritorno alla normalità. I numeri ci danno un po’ di sollievo: non dobbiamo abbassare la guardia, ma questi dati ci dicono che abbiamo imboccato la strada giusta. Due dati in particolare – il calo degli attualmente positivi ed il numeri di nuovi positivi in base ai tamponi effettuati – ci dicono che aumentiamo la prevenzione e che ci sono meno positivi», commentava ieri l’assessore alle Politiche Sociali Stefano Bolognini.

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CORONAVIRUS LOMBARDIA, IL RISCHIO DELLA FASE 2

«Sulla mobilità interregionale chiedo di avere ancora un po’ di pazienza. Oggi le regioni italiane sono tutte a basso rischio e tre a medio rischio, ma parliamo di dati che abbiamo alle spalle. Spero che la settimana prossima diventino tutte a basso rischio»: così ha spiegato il Ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, intervistato a Mattino 5 in merito agli spostamenti interregionali dal 3 giugno in poi. In quelle regioni vi è ovviamente anche la Lombardia dove calano sì i contagi ma i numeri non possono dire che l’emergenza sia finita: in attesa del nuovo bollettino di oggi in diretta video streaming dalle ore 17,30 sui canali social della Regione Lombardia, resta il rebus sulle disposizioni delle prossime settimane stante una situazione piuttosto complicata ancora sulle “3 T” (test, tracciamento, tamponi) a livello nazionale.

Secondo le indagini della task force di Regione Lombardia sulle origini del coronaivrus hanno evidenziato in un ultimo studio choc che ben prima del 20 febbraio, giorno del “paziente 1” all’ospedale di Codogno, a Milano era in realtà positivo al Covid.-19 ben 1 milanese su 20. «Le indagini retrospettive della task force regionale hanno collocato l’esordio dei sintomi di oltre 500 lombardi e di 46 milanesi poi risultati positivi a fine gennaio, ma la prima vera conferma scientifica sul contagio sommerso che ha preceduto l’esplosione dell’epidemia arriva da uno studio sugli anticorpi dei donatori di sangue del Policlinico di Milano», riporta il focus de Il Giorno stamattina.

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