CORONAVIRUS ITALIA, BOLLETTINO SALUTE 25 AGOSTO/ 4 morti, 878 contagi, 72mila tamponi

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Italia, i dati del Ministero della Salute oggi 25 agosto 2020: +879 nuovi contagi, 4 morti e rialzo tamponi sopra quota 72mila

ats milano
(LaPresse)

I tamponi tornano a crescere – +72341 (ieri erano stati più di 45mila) – ma calano i nuovi contagi da coronavirus in Italia: il bollettino del Ministero della Salute di oggi 25 agosto vede 261.174 casi totali di Covid da inizio pandemia, con aumento di 878 nuovi contagi nelle ultime 24 ore. Sono attualmente positivi al tampone 19.714 persone in tutta Italia, con aumento di 519 unità rispetto alla giornata di lunedì: ci sono poi 353 guariti-dimessi in più (206.015 totali) e purtroppo da segnalare anche 4 nuove vittime positive al coronavirus, quota totale a 35.445 (nessuno oggi dalla Lombardia). A livello ospedaliero, i ricoverati nei reparti Covid-19 sono 1.058, più 13 pazienti rispetto a ieri, mentre le terapie intensive salgono a 66 posti occupati (+1): sono in tutto in isolamento domiciliare con pochi/zero sintomi 18.590 persone, +505 rispetto a ieri. Infine, il bollettino Covid Italia mostra la diffusione territoriale del contagio nelle ultime 24 ore con il Lazio ancora in testa alle Regioni per maggior numero di nuovi casi presenti: 143, davanti ai 138 della Campania, poi 119 per Veneto e Lombardia, 65 in Emilia Romagna, Piemonte 57, Puglia 49 e Sardegna – dopo il caos del focolaio al Billionaire (e dopo il contagio del suo patron, Flavio Briatore) – aumenta di soli 34 nuove unità. Non ci sono contagi oggi solo nella Regione Molise.

IL BOLLETTINO DI IERI

Calano i contagi in Italia ma parallelamente diminuiscono anche i tamponi per via del consueto “effetto weekend” e così la situazione del coronavirus nella giornata di ieri vede il primo stop dopo 6 giorni consecutivi di aumento casi: il bollettino del Ministero della Salute mostra +953 contagi da Covid-19 a frutto di 45.914 tamponi processati (domenica erano stati 77mila con 1.210 casi), con 260.298 la quota ufficiale delle persone colpite. Di questi, 19.185 (+747) sono attualmente positivi al Covid-19 mentre i nuovi guariti-dimessi sono 192 su dato generale che sale a 205.662: nel bollettino Covid di ieri si registrano purtroppo altre 4 vittime su 35.441 morti in totale da inizio pandemia. A livello di diffusione territoriale del coronavirus, le Regioni maggiormente colpite dai nuovi contagi sono state il Lazio (+146 contagi), Emilia Romagna-Campania-Veneto con 116, Lombardia 110, Sardegna 91, Sicilia 65 (con però 58 che son immigrati ospiti del centro d’accoglienza di Lampedusa). Non si segnalano nuovi contagi Basilicata, Molise, Valle d’Aosta: fronte ospedali, diminuiscono rispetto a domenica i posti in terapia intensiva (sono 65, -4 ) mentre i ricoverati nei reparti Covid salgono a 1.045 (+74).

CORONAVIRUS ITALIA, IL PUNTO DEL VIROLOGO GALLI

In attesa del nuovo bollettino del Ministero della Salute in uscita dopo le ore 17, in una intervista al Corriere della Sera il virologo dell’Ospedale Sacco di Milano, Prof. Massimo Galli, prova a fare il punto della situazione Covid-19 in Italia in questa delicata seconda parte di agosto: «Rispetto alla prima ondata non c’è nulla di paragonabile: c’è un modesto stillicidio di casi da ricovero, ma non situazioni gravi in persone fragili, come nel passato», spiega l’infettivologo, che aggiunge «I nuovi contagi riguardano i giovani che raramente vanno incontro a una malattia grave. Anzi, spesso sono asintomatici. Il problema è che diventano un serbatoio di infezione. Ma non vanno demonizzati». Secondo Massimo Galli il punto da comprendere ora è come fare ripartire le scuole e l’intero apparato sociale in settembre: «La raccomandazione è quella della “cautela” sia per la popolazione, che dovrebbe osservare sempre le normali norme igieniche di prevenzione, sia per i politici che devono prendere decisioni. L’alternativa è fra un eccesso di chiusure, che comprometterebbe la ripresa del Paese, e un eccesso di aperture che potrebbe risolversi con il famoso “passo del gambero”, il rischio di tornare indietro. Comunque sono i politici, alla fine, a dover dare indicazioni».



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