PROTEZIONE CIVILE, BOLLETTINO CORONAVIRUS/ 21 maggio: +156 morti, +642 nuovi contagi

- Niccolò Magnani

Bollettino coronavirus Protezione Civile, dati di oggi 21 maggio 2020: +156 morti, +642 contagi, oltre 2200 guariti. Il punto di Conte sulle 3 T (test, tamponi, tracciamento)

Conte e Borrelli
Angelo Borrelli con Giuseppe Conte (LaPresse, 2020)
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La curva del contagio da coronavirus in Italia prosegue ormai dall’inizio della fase 2 potenziata in sostanziale trend costante: nell’ultimo bollettino della Protezione Civile pubblicato oggi 21 maggio si contano ancora 156 morti (ieri erano stati 161) con +642 contagiati (ieri erano 665) e un ottimo numero di guariti, 2278 (mercoledì erano stati 2881). L’emergenza rimane ma è decisamente in diminuzione, come riportano di fatto tutte le voci del report quotidiano stilato da tutte le Regioni: sono 228.006 le persone che hanno contratto il coronavirus dall’inizio della pandemia (+642 nuovi contagi in 24 ore), di questi però solo 60.960 sono ancora attualmente positivi, un decremento di ben 1.792 assistiti rispetto a ieri.

Da segnalare poi 640 pazienti in terapia intensiva (-36, -5,33%), 9.269 ricoverati con sintomi (-355), 51.051 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi (-1.401): sul fronte guariti il dato generale sale a 134.560 con gli ultimi 2.278 segnalati oggi. I numeri migliorano in Lombardia (26.715 positivi), con nuovo calo di ricoveri e contagiati (sono però ancora 65 le morti purtroppo nelle ultime 24 ore), mentre restano sostanzialmente costanti in tutte le altre Regioni: Piemonte con 8.710 persone contagiate attualmente, seguito da Emilia Romagna con 4,926, Veneto con 3,285 e Toscana con 1.877.

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I DATI DI IERI

Il coronavirus in Italia c’è ancora ma «il peggio ce lo siamo lasciati alle spalle»: lo ha detto il Premier Conte questa mattina intervenendo alla Camera, in attesa che i nuovi dati contenuti negli aggiornamenti del bollettino Protezione Civile possano non solo dare seguito a tale affermazione ma anche confermarsi nei prossimi giorni. In questa ultima settimana di inizio della fase 2 potenziata i dati sono certamente più “rassicuranti” rispetto agli scorsi giorni ma si attendono ancora gli effetti per le riaperture del 18 maggio per averne piena conferma: nel frattempo ieri si sono registrati +161 morti (uno in meno rispetto al giorno prima), +665 nuovi contagi (martedì erano più di 800) e si sono alzati ulteriormente gli “ex-malati”, -2.377 casi rispetto al report del 19 maggio.

Dati in miglioramento anche sugli altri numeri contenuti nel bollettino nazionale delle ore 18: 227.354 contagi dall’inizio della pandemia (+665 rispetto a martedì), con 62.752 ancora attuali (decremento importante di 2.377 assistiti). Di questi, 676 pazienti in terapia intensiva (-40, -5,59%), 9.624 ricoverati con sintomi (-367), 52.452 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi (-1.970). Da ultimo, molto positivo anche il dato sui guariti-dimessi: +2.881 unità a fronte dei 132.282 generali in tutta l’Italia.

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CORONAVIRUS ITALIA, IL PUNTO DI CONTE

A livello regionale, il contagio nei territori segnalato nel bollettino della Protezione Civile del 20 maggio vede ancora 26.671 persone attualmente positive in Lombardia, 9.151 in Piemonte, 5.098 in Emilia-Romagna, 3.532 in Veneto, 2.117 in Toscana, 2.178 in Liguria, 3.786 nel Lazio, 1.974 nelle Marche, 1.442 in Campania, 1.902 in Puglia, 126 nella Provincia autonoma di Trento, 1.523 in Sicilia, 596 in Friuli Venezia Giulia, 1.317 in Abruzzo, 272 nella Provincia autonoma di Bolzano, 66 in Umbria, 331 in Sardegna, 46 in Valle d’Aosta, 353 in Calabria, 198 in Molise e 73 in Basilicata.

Intervenendo alla Camera per l’informativa urgente sulla fase 2 del coronavirus, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto il punto sul tema tanto dibattuto e ancora non esaurito a pieno delle famose “3 T” (tamponi, test e tracciamento con App Immuni) per il prosieguo della fase 2 in Italia: «il rischio dell’aumento della curva epidemiologica è calcolato. Siamo consapevoli che quella che abbiamo davanti è la sfida più difficile e non meno insidiosa di quella affrontata dall’inizio dell’emergenza quando siamo stati costretti a introdurre misure contenitive sempre più severe ed estese a tutto territorio nazionale. Per tutelare il bene primario, la salute la vita e integrità fisica siamo stati costretti a limitare gli spostamenti e imporre un distanziamento e bloccare ogni attività».

Dal 25 maggio via libera a test sierologici su base volontaria e saranno su un campione di 150mila abitanti, poi ha spiegato ancora Conte «Il contact tracing è il secondo pilastro per il controllo epidemiologico nella fase 2, ha dichiarato, e il governo ha introdotto una disciplina per realizzare la app Immuni nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza nazionale. Nei prossimi giorni partirà la sperimentazione su questa nuova applicazione, i dati verranno usati solo per la tracciabilità del virus».

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