Bollettino vaccini covid oggi 30 luglio/ 67.5 milioni di dosi somministrate

- Davide Giancristofaro Alberti

Il bollettino vaccini covid con tutti i dati aggiornati ad oggi, venerdì 30 luglio 2021: sale a quota 67.5 milioni il numero di dosi somministrate

Vaccini ai bambini
Vaccini ai minori (LaPresse)

Facciamo il punto sulla campagna vaccinale in Italia con il nuovo bollettino vaccini covid di oggi, venerdì 30 luglio 2021. Stando al report aggiornato pubblicato poco fa dal sito ufficiale governativo, le dosi somministrate nel Belpaese sono salite a quota 67.5 milioni, un incremento di circa 500mila rispetto alle scorse 24 ore (qui il precedente report). Il dato è pari al 94.8% del totale delle dosi consegnate in Italia dal 27 dicembre ad oggi, ovvero, 71.2 milioni, di 49.586.425 Pfizer/BioNTech, 7.574.638 Moderna, 11.955.140 Vaxzevria-Astrazeneca e 2.169.842 Janssen.

Continua a salire in maniera esponenziale anche il numero di persone che al momento risultano essere immunizzate, ovvero, che hanno già completato il ciclo vaccinale, un totale di 31.7 milioni, pari al 58.8% della popolazione over 12 italiana, ormai molto vicino a quota 60% e sempre più prossimi all’immunità di gregge (70-80% del totale). Intanto si continua a discutere sulla necessità di una terza dose, e come sempre il mondo scientifico sembra dividersi.

BOLLETTINO VACCINI COVID OGGI 30 LUGLIO, GALLI SULLA TERZA DOSE

Il professor Massimo Galli, primario di malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, storce il naso di fronte a tale possibilità: “Una terza dose di vaccino anti-Covid al personale sanitario – le sue parole ai microfoni dell’Adnkronos – che si è vaccinato per primo oltre un anno fa ad ora, nelle condizioni attuali, senza la valutazione della presenza di anticorpi, è una solenne baggianata. Io sono tra i primi ad essere stato vaccinato, quindi sarei tra i primi candidati alla terza dose. E non la farei perché non ha senso”.

Quindi Galli ribadisce il suo pensiero: “Non sono d’accordo con la somministrazione di una terza dose in questo momento, nemmeno per i fragili e gli immunodepressi che si decida a muoversi per documentare la presenza di anticorpi e procedere di conseguenza. Deve essere previsto uno studio e fare le cose per gradi”. Tra l’altro, ha sottolineato ancora il professore del Sacco: “pensare a una terza dose con il vaccino di un anno e mezzo fa è ancora più insensato, perché sarà necessario aggiornarlo”.

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