Bollettino vaccini covid oggi 7 maggio/ Quasi 7 milioni di immunizzati in Italia

- Davide Giancristofaro Alberti

Facciamo il punto sulla campagna vaccinazione in Italia con il bollettino vaccini covid di oggi, venerdì 7 maggio: somministrate fino ad ora 22.6 milioni di dosi

Curcio e Figliuolo
Vaccini Covid, commissario Figliuolo e capo Protezione Civile Curcio (LaPresse, 2021)

Ecco il bollettino vaccini covid di oggi, venerdì 7 maggio 2021, il report aggiornato sulle dosi somministrate in Italia. Come riferisce il sito ufficiale, ad oggi sono 22.6 milioni le dosi inoculate, un dato pari all’84.1% del totale giunto in Italia, leggasi 26.916.650 farmaci consegnati, di cui 17.796.870 Pfizer/BioNTech, 2.217.900 Moderna, 6.565.080 Vaxzevria (ex AstraZeneca) e le 336.800 di Janssen, il vaccino di Johnson & Johnson, l’ultimo giunto nel nostro paese.

Sono 12.8 milioni le donne che hanno ricevuto il vaccino, a fronte di 9.8 milioni di uomini, mentre coloro che hanno già avuto la prima e la seconda dose, i cosiddetti immuni, sono quasi sette milioni, precisamente 6.8. Intanto è in corso un acceso dibattito circa il fatto di liberare i brevetti dei vaccini covid, con gli Stati Uniti e l’Ue che si sono detti favorevoli, un po’ meno le case farmaceutiche. In Russia, invece, è stato approvato un nuovo vaccino, lo Sputnik Light, versione monodose dello Sputnik V.

BOLLETTINO VACCINI COVID OGGI 7 MAGGIO, BASSETTI SU SECONDA DOSE A 42 GIORNI

Altro argomento di dibattito in quanto a vaccini e il ritardo della seconda dose a 42 giorni dalla prima, così come raccomandato dal Cts nella giornata di mercoledì: “Esperienze di prolungamento della seconda dose sono state realizzate in altri Paesi che hanno fin qui sostenuto campagne vaccinali allargate ed efficaci”, ha spiegato il professor Matteo Bassetti, direttore della clinica San Martino di Genova, parlando con l’Adnkronos “ci dicono che la dilazione è, in linea di massima, fattibile, tanto più in un momento in cui, a fronte di scorte insufficienti, c’è bisogno di estendere l’immunoprotezione a una platea di persone la più ampia possibile. Tuttavia, potendolo fare, la misura – per quanto concettualmente valida – dovrebbe tener conto del fatto che quella platea non è fatta di soggetti tutti uguali, visto che sempre di più ci accorgiamo che non tutti i vaccinati rispondono all’immunoprofilassi con una valida produzione di difese misurabili. E che possano esserci i meccanismi dell’immunità innata, a supplire un’eventuale deficit di quella umorale deputata alla produzione di anticorpi circolanti, è un’ipotesi che, seppur fondata, potrebbe risultare ugualmente sottoespressa nei soggetti immunologicamente fragili”.



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