Bolsonaro, video choc/ Presidente Brasile, violenti insulti a governatori e sindaci

- Claudio Franceschini

Jair Bolsonaro, il presidente del Brasile, autore di un video choc: nel corso di un Consiglio dei Ministri il numero 1 verdeoro ha insultato sindaci e governatori e fatto pressioni.

Fora Bolsonaro lapresse 2020
Manifestazione contro Jair Bolsonaro (LaPresse)

Il presidente del Brasile potrebbe finire presto nei guai. In patria lo scivolone di Jair Bolsonaro è già stato ribattezzato come il suo personale Watergate: un video della durata di oltre due ore nel quale il numero 1 verdeoro (in carica dal primo giorno dell’anno 2019) insulta governatori e direttori di banche, si lamenta per non essere riuscito a sostituire dei funzionari della polizia federale. In questo momento tra i confini del Paese del Sud America non si parla di altro: il Coronavirus sta mietendo vittime, si parla di medie da oltre 1000 morti al giorno e la previsione che entro la fine di maggio si supererà quota 30 mila, e ci sono delle dichiarazioni da parte di ministri che puntano proprio a usare la pandemia per nascondere qualcosa. Il video è naturalmente diventato virale, ma innanzitutto bisogna specificare da dove arriva.

BOLSONARO, VIDEO CHOC

Si tratta del Consiglio dei Ministri tenuto lo scorso 22 aprile: solitamente queste riunioni non vengono mai pubblicate e postate perché diventino di dominio e consumo generale, ma la Corte suprema brasiliana (la Stf) ha deciso invece di rendere pubblico il contenuto del meeting, nella persona del giudice Celso de Mello. Il perché? Il tentativo di pescare Bolsonaro con le mani della marmellata: dopo che il dimissionario ministro della Giustizia – Sergio Moro – ha sporto denuncia, i figli del presidente brasiliano sono indagati. Da qui, Bolsonaro tenta di cambiare i vertici della polizia federale per cambiare le carte in tavola; nel corso della riunione il numero 1 del Brasile ne ha dette di tutti i colori. “Ho già provato a cambiare la nostra sicurezza a Rio de Janeiro e non ci sono riuscito”, e poi ancora “non aspetterò che la mia famiglia e i miei amici vengano fottuti perché non riesco a sostituire qualcuno alla fine della lista”. Non bastavano dunque le dichiarazioni di fine marzo circa il Coronavirus – considerato poco più di un’influenza, ma diciamo che da questo punto di vista non è stato il solo.

Nel corso del Consiglio dei Ministri Bolsonaro è un fiume in piena: dice che “non si scherza”, apostrofa Joao Doria, governatore dello stato di San Paolo, “m*rda” e lo stesso dice del sindaco di Manaus Arthur Virgilio, “che apre fosse comuni” in tempo di Coronavirus. Dal filmato viene fuori anche il fatto che il presidente disponga di una intelligence personale che lo informa più dei servizi brasiliani, che inviti il popolo ad armarsi per impedire una dittatura e che ora ha fatto sì che i cellulari del diretto interessato e del figlio Carlos siano messi sotto sequestro perché vengano analizzati. Il generale Augusto Helenio ha già minacciato conseguenze imprevedibili qualora il sequestro venga autorizzato; intanto però ci sono anche le dichiarazioni di ministri come Riccardo Salles (Ambiente) che dice “approfittiamo del momento in cui la stampa parla solo del Coronavirus per cambiare i regolamenti senza Parlamento”, o ancora di Abraham Weintraub (Istruzione) che consiglia la galera per i giudici del Stf (chiamati “delinquenti”), o di Damares Alves (Diritti Umani) che vuole invece arrestare sindaci e governatori per le misure restrittive. Insomma, una brutta gatta da pelare per Bolsonaro.



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