Bonomi “aiuti imprese? Da restituire a novembre”/ “Assurda circolare segreta Governo“

- Niccolò Magnani

Carlo Bonomi (Presidente Confindustria) attacca il Governo Conte: “circolare alla chetichella dice che le imprese devono restituire gli aiuti entro novembre”. Cosa è successo

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Carlo Bonomi (Confindustria) con il Premier Giuseppe Conte - LaPresse 2020

«Aiuti alle imprese? Da restituire entro novembre»: l’accusa arriva dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi che questa mattina alla riunione delle imprese in Emilia Romagna – dopo aver sottolineato tutte le mancanze e inefficiente del Governo per gli ultimi Dpcm e per il Dl Ristori – svela una “misteriosa” circolare diffusa al Ministero delle Politiche Comunitarie. «Oggi scopriamo che tutti i contributi ricevuti sono soggetti al framework europeo degli aiuti di Stato e le imprese dovranno restituire quelli oltre soglia entro novembre», attacca il n.1 degli industriali in merito agli aiuti date alle imprese italiane durante la prima complessa fase di emergenza Covid-19 negli scorsi mesi. «E’ una cosa che ci ha stupito in maniera davvero impressionante», ribadisce Bonomi alla platea di Confindustria Romagna. «Non è questo il metodo di lavoro. Non è questo il comportamento che io mi aspetto dal mio Governo e dal mio Stato. Se hanno una difficoltà, lavoriamo insieme, noi siamo a disposizione, Ho dato disponibilità da quando sono presidente», lamenta ancora l’ex presidente di Assolombarda.

BONOMI, L’APPELLO AL GOVERNO

Nel corso della riunione con gli industriali di Romagna – riportata dall’Ansa – Bonomi spiega cosa è successo nel “complesso” iter di aiuti alle imprese avviate dai Decreti Covid dei mesi scorsi: «A giugno è stata fatta una circolare, tenuta in un cassetto, e pubblicata alla chetichella due giorni fa sul sito del ministero politiche Comunitarie». Nei fatti, afferma Bonomi, pare che scatti un tetto massimo di «800mila euro per gruppo di impresa e non per singole imprese». Tornando invece sull’ultimo Decreto Ristori, il capo di Confindustria non accetta altri “tira e molla” con i sindacati per il nodo licenziamenti: «Non si può andare avanti con contrapposizioni. Lo dico anche richiamando l’incontro governo-sindacati: l’atteggiamento o si fa questo o scendiamo in piazza non è un atteggiamento che è comprensibile oggi in questo Paese». In questo momento di crisi, conclude Bonomi, il ceto dirigente italiano «deve stare unito. Confrontarsi e dare risposte agli italiani. Gli italiani stanno soffrendo molto perché c’è una grande parte degli italiani che è angosciata per il proprio futuro».

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