Bonus acqua potabile 2022/ Come funziona il credito d’imposta

- Maria Melania Barone

Bonus acqua potabile 2022, in cosa consiste il credito d’imposta di 1000 euro per le abitazioni private e 5 mila per i locali commerciali? Vediamo di cosa si tratta.

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Foto di Jonas KIM da Pixabay

Come sappiamo il governo quest’anno ha istituito molte misure di welfare volte a erogare contributi economici per il risparmio idrico, commisurati nella quota di 1000 euro, che possono essere rimborsati sotto forma di credito d’imposta. La misura è nota ormai già da molti mesi è molte famiglie ne hanno usufruito. Tuttavia c’è da domandarsi come funziona il rimborso sotto forma di credito d’imposta e soprattutto in che modo è possibile inoltrare il modulo anche quando si detiene una struttura commerciale.

Bonus acqua potabile 2022: che cos’è

Va precisato che il bonus acqua potabile 2022 attiene essenzialmente:

  • alle installazioni dei sistemi di filtraggio,
  • mineralizzazione,
  • raffreddamento,
  • addizione anidride carbonica proveniente dal circuito idrico casalingo collegato all’acquedotto locale.

Quindi l’obiettivo è quello di razionalizzare l’acqua, evitando gli sprechi idrici.

Il bonus acqua potabile 2022 è una sorta di proroga del bonus idrico che prevedeva:

  • una detrazione del 50% per le spese relative all’acquisto degli impianti idrici;
  • il miglioramento dell’acqua proveniente dagli acquedotti.

Questo ulteriore bonus però può essere richiesto per tutte le spese sostenute fino al 31 dicembre 2022 e a partire da quelle relative al primo gennaio 2021.

Bonus acqua potabile 2022: a chi è rivolto

Il governo è pronto a corrispondere il contributo economico sotto forma di credito d’imposta senza limiti di ISEE ma soltanto per i lavori relativi al filtraggio, mineralizzazione, raffreddamento addizione di anidride carbonica entro un importo massimo di 1000 euro rimborsabile se l’immobile è ad uso privato, ma l’importo può essere innalzato fino a 5.000 euro per gli immobili di tipo commerciale.

La domanda può essere inoltrata indicando il codice fiscale e riempendo il modulo fornito dall’agenzia delle entrate che poi è possibile consegnare per via telematica entro il mese di febbraio del 2023.





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