Bonus assunzione giovani/ Quando è prevista la restituzione dell’incentivo (30 novembre 2023)

- Danilo Aurilio

Il bonus per l'assunzione giovani è garantito anche in caso di "rapporti riqualificati", salvo che il datore di lavoro non abbia agito in malafede

lavoro operaio fabbrica attività (LaPresse)

Il bonus assunzione giovani è una misura con cui il datore di lavoro può godere dell’esonero contributivo, in modo tale che il dipendente possa usufruire di un importo più alto in busta paga. Sussistono condizioni però, dove il capo di un’azienda potrebbe esser invitato a restituire il capitale di cui ha goduto il suo dipendente.

In un periodo storico dove prevalgono le agevolazioni per i giovani con sconti sull’affitto, sull’acquisto della prima casa e non di meno, sugli sgravi contributivi, vanno precisate le condizioni necessarie per poterne godere appieno.

Bonus assunzioni giovani: occhio ai rapporti riqualificati

Il bonus assunzioni destinato ai giovani, permette di ottenere degli importanti sgravi contributivi, a patto di soddisfare determinate condizioni: avere un’età inferiore ai 30 anni, avere un contratto a tempo indeterminato (trasformato da un impiego a tempo determinato o da altre forme di precariato).

Un’occasione che è stata validata e pensata, per tutte le assunzioni a tempo indeterminato (purché siano iniziate dall’1° gennaio del 2018, a specifiche condizioni). Un esempio dove invece l’esonero dei contributivi previdenziali viene negato, è il caso di un rapporto di lavoro autonomo (senza o con partita IVA), e quello parasubordinato con riqualificazione come rapporti di lavoro subordinati a tempo indeterminato.

In questo caso, potrebbero sussistere delle ispezioni ai danni del datore di lavoro, che una volta che è sottoposto ad un controllo, dovrà giustificare le sue motivazioni sul bonus goduto come sgravio contributivo.

Come previsto dalla norma, per poter rappresentare se il datore di lavoro è in buona fede oppure no, è possibile consultarla con le parole esplicite:

Se il datore di lavoro che ha fruito degli incentivi non è il datore di lavoro titolare del rapporto riqualificato, può legittimamente fruire del beneficio in quanto, alla data di assunzione incentivata, riteneva in buona fede che il lavoratore fosse legittimo destinatario dell’agevolazione.

In questo specifico caso, il datore di lavoro sarebbe ritenuto in buona fede e dunque, nessun ente statale richiederà la restituzione della cifra che gli è stata esonerata dal contributo previdenziale.







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